Zaino in spalla si va in Erasmus, da 25 anni

Nel 1987 nasceva l’Erasmus, progetto internazionale che prende il nome dal celebre filosofo olandese che aveva girato l’Europa affamato di curiosità e voglia di conoscere nuove culture.

A 25 anni dall’inizio di quest’avventura, la comunità Erasmus conta oggi oltre tre milioni di studenti e professori che grazie a questa opportunità hanno potuto viaggiare e scoprire un nuovo angolo d’Europa.

La chiamano l’EuroGeneration, quella che zaino in spallo e ipod nelle orecchie parte con una manciata di euro in ogni angolo d’Europa. Quella che va via per un anno o sei mesi e senza parlare la lingua del posto e districandosi tra i mille ostacoli burocratici ce la fa sempre e torna cambiata, diversa, più grande.

E’ passato un quarto di secolo e nel frattempo sono nati amori da un capo all’altro del mondo, alcuni senza futuro altri che continuano a raccontarla;  si sono create amicizie, che grazie a Ryanair, Easyjet e Wizzair hanno resistito alle distanze e senza nemmeno accorgercene ci siamo risvegliati europei, meno provinciali e più cittadini del mondo.

Per chi avesse dubbi sul fare o meno quest’esperienza internet brulica di siti, forum e blog in cui si condividono i ricordi di chi c’è già stato, le paure di chi è in partenza, la depressione di chi è appena tornato. Anche per questo c’è un nome: si chiama sindrome Erasmus.

Oltre alla versione per studiare c’è anche quella per effettuare tirocini all’estero, l’Erasmus Placement, con borse mensili fino a 500euro.

Se siete studenti universitari e non l’avete ancora fatto che aspettate?

Sfogliate il bando della vostra facoltà-

http://youtu.be/rcq-XuGBUes

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