Mi chiedete di parlare: alla Pergola un’inedita Oriana Fallaci

Monica Guerritore è Oriana Fallaci nello spettacolo Mi chiedete di parlare. In scena dal 27 marzo al 1 aprile 2012 al Teatro della Pergola.

Coraggio, decisione e sfrontatezza. Quante donne conoscete che si sono consacrate al mondo giornalistico passando dalle cronache mondane in stile Dolce Vita felliniano ai reportage cruenti e disumani in diretta dal mondo di guerra? Io ne conosco una: Oriana Fallaci. Segni di riconoscimento? Eyeliner e sigaretta. E una buona dose di tenacia.

Ma chi è Oriana Fallaci? Fiorentina pura di nascita e cittadina cosmopolita per definizione. Era sempre contenta di cambiare città. A soli diciotto anni era già stata in Inghilterra, Irlanda e Francia. Ma è solo nel 1955 che Oriana sbarca oltreoceano, il suo primo viaggio negli Stati Uniti. Rapidamente avviene in lei quel cambiamento che la fa passare dalle questioni frivole delle riviste patinate a temi più delicati come lo sbarco degli astronauti dell’Apollo 11, gli scontri a fuoco delle rivolte civili e gli orrori della guerra. La svolta, infatti, avviene nel 1967, quando si recò in qualità di corrispondente di guerra per “L’Europeo” in Vietnam. Da lì la consacrazione a livello planetario e i vari riconoscimenti per i suoi libri.

Emilia Costantini, giornalista del “Corriere della Sera”, a cinque anni dalla scomparsa della donna che riuscì a intervistare i grandi della terra, inizia a frugare tra i ricordi di Oriana, collezionando dettagli della sua biografia, investigando sui suoi comportamenti per scoprire emozioni e sentimenti inediti. Un confronto immaginario dove la giornalista scrittrice del ’900, anzi “lo scrittore” come amava essere chiamata, viene indotta a spiegare il perché delle sue azioni, dei suoi pensieri, delle sue scelte, che le sono costate non poche critiche.

Monica Guerritore, una volta raccolto e rielaborato il materiale su cui lavorare, ci trascina nell’appartamento polveroso e disordinato dell’Upper-East side di Manhattan per scoprire la donna dalla penna e pensieri taglienti. La immagina nella sua solitudine, la Guerritore. Nella sua casa di New York, dove non faceva entrare nessuno, forse per salvaguardare il mito, forse per proteggersi, per scindere l’immagine di battagliera da quella di donna sull’orlo del declino, dopo gli anni passati a lottare contro un altro nemico: il cancro.

La Guerritore scrive e dirige se stessa, Lucilla Mininno e Emilia Costantini in un viaggio alla ricerca di una verità. E aggiunge: “Il palcoscenico ci aiuterà. Non c’è luogo più del palcoscenico dove non si possa mentire. Sto scrivendo per il palcoscenico e vado verso questa verità. Non so. Ma vado. Provo a immaginare Oriana. Con gli occhi chiusi sento. E non mi inganno”.