La storia di Pinocchio in versione radiofonica

Il 26 dicembre e l’8 gennaio La Compagnia delle Seggiole presenta nella Villa Medicea della Petraia l’originalissimo adattamento radiofonico Pinocchio non c’è, tratto dall’omonima commedia di Orvelio Scotti.

Ricorrono i 130 anni dalla pubblicazione di Storia di un burattino sul primo numero del “Giornale per i bambini” (1881), racconto scritto dal giornalista Carlo Lorenzini, meglio conosciuto come Collodi. La Compagnia delle Seggiole sceglie di raccontare le avventure del burattino più famoso del mondo con un testo molto particolare (scritto da Scotti trent’anni fa) in cui manca proprio il protagonista: un’assenza paradossale dato che questo protagonista fa ormai parte dell’immaginario collettivo universale.

Ma non finisce qui. Per rendere l’opera ancora più magica la Compagnia, da anni specializzata in radiogialli, narra una storia “tutta da ascoltare” lasciando viaggiare al massimo la fantasia degli spettatori. Attraverso il recupero della radio ci si può liberare della presenza ingombrante delle immagini, le quali ci vengono imposte ovunque frenando la nostra immaginazione. Adulti e bambini avranno la possibilità di vedere la favola e i suoi personaggi con i propri occhi, quelli della personale creatività interiore.

Ma chi era Collodi? Molti hanno dimenticato che Carlo Lorenzini è nato e vissuto nel quartiere fiorentino di San Lorenzo. Collodi (frazione di Pescia) non era altro che il luogo di nascita della madre a cui in un certo senso l’autore dedica il suo pseudonimo. Grande giornalista e attivista politico negli anni dell’Unità d’Italia, Lorenzini era proprio un “fastidioso grillo parlante”: cronista attento e mordace, non si risparmiava nell’avanzare critiche sferzanti e ironiche ai politici dell’epoca. La letteratura per l’infanzia non fu altro che un nuovo modo per parlare delle stesse cose in una veste meno compromettente. È così che nasce il romanzo di formazione di tutti i tempi: grandi e piccoli possono immedesimarsi in Pinocchio, dalle sue peripezie traggono preziosi insegnamenti per la vita e imparano a criticare i difetti dell’uomo e della società in generale.

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