Il dubbio al Teatro Le Laudi dal 24 al 26 febbraio

Il dramma teatrale Il dubbio, vincitore del Premio Pulitzer 2005 scritto da John Patrick Shanley, viene riproposto al Teatro Le Laudi dal 24 al 26 febbraio, presentato da Kimera Teatro.

Siamo a metà degli anni ’60, precisamente nel 1964. E siamo a New York, nel Bronx. In una scuola cattolica di periferia la vita scorre tediosa sotto le bacchettate della rigida e severa Suor Aloysius, direttrice della scuola. Questo regime di piatta austerità viene sconvolto dall’arrivo di Padre Flynn, un prete moderno e di ampie vedute. All’arrivo di Donald Miller, primo studente di colore nella scuola, il tentativo di Padre Flynn di far inserire il ragazzo insinua il dubbio di un attaccamento morboso che preoccupa la direttrice, la quale tenterà a tutti i costi di intaccare la sua reputazione a colpi di accuse infamanti.

Il regista Paolo Santangelo, già autore di vari cortometraggi, guiderà sulla scena gli attori Marco Contè, Laura Martelli, Eleonora Cappelletti e Gaia Nanni. Lo spettacolo teatrale non è nuovo al pubblico fiorentino che già nel 2008 ha visto Stefano Accorsi recitare nei panni del prete sospettato di azioni peccaminose per la regia di Sergio Castellitto e l’adattamento di Margaret Mazzantini.

L’opera teatrale scritta nel 2004 venne anche diretta dallo stesso autore John Patrick Shanley in una versione cinematografica nel 2008 che vide come protagonisti Philip Seymour Hoffman nel ruolo di padre Flynn e Meryl Streep nei panni di Suor Aloysius che le valse una candidatura all’Oscar come migliore attrice protagonista.

“Non esistono verità semplici”- recita la tag-line del film. Il dubbio è una condizione mentale per la quale si cessa di credere a una certezza. E in mancanza di prove può un dubbio insinuarsi, dilagare inarrestabile, minare la serenità di chi ne è coinvolto, fintanto che anche lo spettatore non saprà più a cosa credere o meglio a chi credere? Questi personaggi daranno vita ad un crescendo di tensione e alimenteranno un dubbio, che oscillerà sempre sulla linea sottile che separa  la verità dalla menzogna, l’innocenza dalla colpevolezza.

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