Scoppio del carro: sapete tutto sul Brindellone?

Torna in Piazza del Duomo lo Scoppio del Carro: ecco le 3 cose che forse in pochi sanno.

A Firenze non è Pasqua senza lo Scoppio del Carro: una tradizione ricca di storia, imperdibile per turisti e non solo. La mattina di Pasqua il Brindellone partirà dal suo deposito di via il Prato 48, per raggiungere, trainato da 6 buoi bianchi, il Duomo alle ore 11:00.

Durante la messa, un razzo a forma di colomba, sfreccerà dall’Altare Maggiore per finire sul carro dando inizio all’esplosione dei fuochi artificiali. Questi i fatti noti. Le curiosità? Ve le diciamo noi.

Scoppio del Carro: le origini de i’ Brindellone

Quando, nel 1099, il crociato Pazzino de’ Pazzi scalò per primo le mura di Gerusalemme, fu ricompensato da Goffredo di Buglione con tre pietre del Santo Sepolcro, portate a Firenze e usate per accendere il cero del Sabato Santo.

Il coraggioso crociato trasformò poi questa cerimonia in una vera e propria festa popolare utilizzando un enorme carro che, bruciando, diffondesse la “fiamma nuova” (simbolo della Risurrezione di Cristo) tra gli abitanti della città.

Antichissime quindi le origini del Brindellone, che con i suoi 9 metri d’altezza, si guadagna il bonario appellativo usato di solito dai fiorentini per indicare una persona lunga e sgraziata.

L’ultima volta che la colombina si è inceppata

La tradizione racconta che se la colombina torna all’Altare Maggiore, ripercorrendo da sola il viaggio d’andata, per Firenze sarà un anno positivo e dagli abbondanti raccolti. I fiorentini seguono sempre con grande trepidazione questo volo, forse perché l’ultima volta che è fallito è stato nella Pasqua del 1966, anno della grande alluvione.

La burla della cucitura

Nel XVII secolo, lo Scoppio del Carro era anche un’occasione per divertirsi e organizzare scherzi. La burla più frequente era quella della cucitura, messa in pratica dai monelli di Firenze al momento del volo della colombina, quando cioè tutti stavano intenti a guardare che non fallisse il suo giro.

I più piccoli, allora, sgattaiolavano tra la folla e cucivano insieme con del filo sette o otto malcapitati che, alla fine della cerimonia dello Scoppio del Carro, trovandosi così imbrigliati, facevano ridere tutti, non sapendo come fare a sciogliersi.