Donne è arrivato l’arrotino: 4 venditori ambulanti della Firenze antica

Dal ramaio al figurinaio: tutti avevano il loro tipico richiamo. Storia e curiosità degli artigiani-ambulanti dei quali si è perso memoria o quasi.

Ci sono vecchi mestieri manuali che si sono persi in un tempo ormai lontano e rivivono solo grazie ai nostalgici racconti dei più anziani. Ecco, quindi, un elenco di venditori ambulanti della Firenze antica pensato apposta per voi.

Ramaio e il suo tintinnio

Iniziamo con la professione del ramaio, non del tutto estinta. Detto anche calderaio era il fabbricante, riparatore e venditore, di utensili in rame e coccio. La sua mercanzia, costituita da casseruole, zuppiere, paioli, padelle e tegami era molto desiderata dalle donne che il più delle volte dovevano limitarsi a guardare, date le ristrettezze economiche delle famiglie.

Oltre agli oggetti di uso quotidiano venivano prodotti inoltre pezzi d’artigianato-artistico come soprammobili, piatti da parete e cornici. L’arrivo del ramaio, nella Firenze del passato, era di solito accompagnato dal tintinnìo della merce che richiamava l’attenzione delle clienti.

Sprangaio: sprangare signori!

Anche questo ingegnoso artigiano è ormai scomparso dalle strade fiorentine. Fino agli anni ’40 invece, era ancora possibile osservarlo all’opera. Si tratta dell’antenato dell’ombrellaio che annunciava il suo arrivo al grido di Ombrellaio! Sprangajo! oppure Sprangare, signori! e riparava ombrelli (cambiando le stecche o il manico) ma anche pentole e catini rotti con le spranghe (da cui il nome) cioè cuciture fatte con il fil di ferro.

venditori ambulanti della Firenze antica: lo sprangaio, vecchi mestieri artigianali di Firenze

Duraio: duri di menta

Si tratta del venditore dei cosiddetti duri di menta, caramelle che il duraio (chiamato anche mentaio) produceva direttamente presso i banchi delle fiere lavorando della pasta di zucchero calda.

Il composto veniva quindi modellato nelle due tipiche forme (a cuscinetto e a bastoncino), lasciato raffreddare e solidificare. Al grido Duri di menta, duri! bambini e ragazzi accorrevano festanti dal duraio.

Nel fiorentino parlato duro di menta passò poi a significare, in ambito scolastico, l’ottusità di studenti svogliati e pigri.

Figurinaio: c’ho de’ bambini senza la mamma

Il figurinaio, originario della provincia di Lucca, era l’artigiano che al grido: C’ho de’ bambini senza la mamma! presentava la propria merce che consisteva in statuette di gesso raffiguranti svariati soggetti (busti di santi, personaggi famosi o piccoli animali).

Attivi già a fine ‘800, i figurinai erano divisi in gittatori (quelli che preparavano e versavano il gesso negli stampi), decoratori (che dipingevano le statue) e commercianti.

E voi, sapete dirci il nome di altri venditori ambulanti della Firenze antica?

Photo credits: immagine in evidenza andrea.taf147; Ferruccio Zanone

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