Una “maledetta domenica” di Serie A: commento alla sesta giornata di campionato

“Ogni maledetta domenica si vince o si perde. Ma bisogna vedere se si vince o si perde da uomini.”

Con la collaborazione di Leonardo Capanni

Al Pacino, nelle vesti del coach Tony D’Amato, recitava così nel famoso film di Oliver Stone. L’argomento era il Football, è vero, ma il suo famoso monologo motivazionale si potrebbe adattare perfettamente anche al calcio e avrebbe potuto essere pronunciato anche da Mihajlovic durante il pre-partita tra Fiorentina e Lazio. Forse avrebbe aiutato la squadra Viola ad ottenere un risultato migliore, chissà.
Comunque sia, ogni maledetta Domenica le nostre squadre scendono in campo, ma non tutte le giornate sono le stesse. Ci sono quelle che passano e quasi non te ne accorgi e ce ne sono altre che, almeno sulla carta, possono lasciare il segno in una stagione.

Sei squadre, sei obiettivi

Sono sei le squadre che più di tutte in questo primo scorcio di campionato devono dimostrare qualcosa: Il Napoli deve dimostrare che è finalmente una squadra costante e forte; L’Inter che anche senza Eto’o (ma con un Ranieri in più) si può vincere; La Juventus rivuole il proprio scranno nella cerchia delle grandi; la Fiorentina vuole affermare la sua rinnovata competitività, perché i suoi talenti sono finalmente cresciuti; La Lazio deve dimostrare che con Klose e Cissé in rosa, può aspirare a lottare per i primi posti; il Milan deve mantenere la posizione di squadra da battere.

Questa maledetta domenica è capitato che queste sei squadre si sfidassero tra loro in un fine settimana da “titanomachia” calcistica.

Andiamo a vedere se in questo turno di Serie A i nostri giocatori si sono battuti “da uomini” e se finalmente è riuscito ad emergere un leader:

Inter – Napoli: Rocchi Horror Picture Show

Nell’anticipo del Sabato, Inter e Napoli si sfidano a San Siro nella gara della verità. L’Inter scende in campo senza il suo uomo migliore, Snejider. Il Napoli, dal canto suo, è privo di Cavani. I nerazzurri partono bene, con un Pazzini pericoloso e con un Maicon ritrovato, che sembra spingere con determinazione sulla fascia destra.

Finché non inizia il Rocchi Horror Show: l’arbitro di Firenze prima ammonisce Obi al 9’, per un fallo inesistente su Lavezzi, poi assegna un rigore per un fallo (fuori area!), dello stesso Obi su Maggio lanciato a rete, con relativa seconda ammonizione e conseguente espulsione per il centrocampista nerazzurro. L’episodio di fatto cambia il volto alla gara, spianando la strada al Napoli, che con Campagnaro, Maggio e Hamsik piega i nerazzurri e sbanca San Siro per la prima volta dopo diciassette anni.

In tutto questo ci sono sicuramente tanti meriti per un Napoli finalmente cresciuto, forte e consapevole dei propri mezzi; ci sono i demeriti di un’Inter che ancora non ha trovato una sua identità e che mostra troppe fragilità. Ma non si può non considerare il fatto che l’arbitraggio di Rocchi (disastroso per la terza volta in tre anni con l’Inter), sia stato determinante ai fini del risultato.

Fiorentina – Lazio: ancora tu?

Sfida tra quasi-grandi, quella del Franchi. Duello aperto per confermare le ottime impressioni tinte di viola del S.Paolo, da una parte, e per dimenticare il giovedì lusitano di black out bianco-celeste, dall’altra. Reja in formazione-tipo e Sinisa che conferma – tout-court – l’11 senza centravanti (in attesa del rientro di Gilardino).

Un match brillante. Avvìo con la Fiorentina che accelera dalle parti di un Cerci in versione Robben italiano: è lui a portare in vantaggio la viola raccogliendo un servizio acrobatico di Jo-Jo. Ma il vantaggio dura poco, un colpo da brasilero puro del Profeta Hernanes riporta la parità. Sembra tutto già segnato, nonostante le occasioni che si susseguono da ambo i lati. Ma a 7′ dalla fine: Ancora Tu. In un remake (amaro) del classico di Battisti, (ri)spunta Klose. E castiga. 2-1 e l’aquila vola verso le vette più alte. Fiorentina, waiting for..

Juventus – Milan: Marchisio VS dea bendata 2-0

Il magnifico Juventus Stadium fa da cornice alla super sfida della domenica sera tra bianconeri e rossoneri. La Juventus si trova a dover confermare quanto di buono ha saputo dimostrare nelle prime uscite stagionali. Il Milan è chiamato a ripetersi dopo la vittoria contro il Cesena. Si capisce subito che la bilancia pende a favore della formazione di casa, che fin dalle prime battute prende in mano le redini della gara, rendendo il Milan inerme.

Cosa rimane della formazione campione d’Italia? Seedorf e Van Bommel (che fa rimpiangere il peggior Pirlo), sono impalati a metà campo, Nesta è l’ombra di sé stesso, Cassano è inconcludente. In tutto questo la Juventus spreca occasioni su occasioni, andando a colpire una traversa con Vucinic e sfiorando pali a ripetizione con vari tiri dalla distanza.

Quando la dea bendata sembra ormai essersi ancorata sulla formazione milanese, a pochi minuti dalla fine, un 1-2 di Marchisio (complice mega papera di Abbiati sul secondo gol), regala l’agognata e meritata vittoria ai bianconeri.
La Juve conferma il primo posto in compagnia dell’Udinese, mentre il Milan inizia a mostrare, suo malgrado, di non essere più la squadra da battere.

Il punto della situazione

Nell’altro anticipo di Sabato la Roma ha sconfitto l’Atalanta, interrompendone la striscia positiva. Da segnalare anche la vittoria dell’Udinese (ultima esponente di un calcio di provincia che incanta), sul Bologna.
Una giornata come questa serviva per fare il punto della situazione e in parte ci è riuscita. Anche se il campionato rimane apertissimo, ci sono state squadre capaci di regalarci ottime prove. Con qualche isola felice (Palermo e Cagliari), un Napoli che incanta e un nord a tinte bianconere, la Serie A ci da appuntamento tra due settimane (la prossima c’è il turno di riposo per la Nazionale), per un’altra (maledetta?) Domenica di calcio.

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