Una domenica da Far West: cronaca della settima di serie A

Uno dei temi principali dei film Western è quello della vendetta. Contro la legge, contro codici violati, soprattutto quello dell’onore.

Ricordo che nel 1998 Giovanni Veronesi diresse una pellicola intitolata “Il Mio West”. Il ruolo di protagonista fu affidato al fiorentino Leonardo Pieraccioni, ma ciò non bastò ad evitare il Flop ai botteghini.

Uno dei capolavori di questo genere è considerato all’unanimità Il Buono, Il Brutto e il Cattivo di Sergio Leone. L’altro giorno lo stavo riguardando e mi sono soffermata su questa frase : “Non basta una corda a fare un impiccato”.

Ne sono rimasta colpita perché l’ho subito associata al nostro calcio. Mi sono venute in mentre tre squadre, che più di altre in questo primo scorcio di stagione, sono appese ad una metaforica corda: Inter e Milan (cioè gli ultimi 6 anni di scudetti italiani) e la Fiorentina, reduce dal KO contro la Lazio e che quest’anno non ha ancora saputo convincere.

Tutte e tre le squadre sono chiamate a darci risposte importanti.
Vediamo se hanno saputo vendicare il proprio onore in questa settima giornata di campionato.

Catania – Inter: “benvenuti” al Sud

Non è il Sud che ci si aspetta, non è quello soleggiato, caldo e amichevole del film di Miniero, per intendersi. C’è una pioggia incessante a fare da cornice all’anticipo del sabato pomeriggio tra Inter e Catania e gli “autoctoni” sono a dir poco ostili.
L’Inter della cura Ranieri sembra essere già un lontano ricordo. I nerazzurri crollano per 2-1 anche al Massimino, dopo la sconfitta ad opera del Napoli avvenuta prima della sosta. Dopo un primo tempo abbastanza convincente, chiuso con un vantaggio suggellato dalla rete di Cambiasso, i nerazzurri sono stati bastonati nella ripresa sotto i colpi di Almiron e Lodi su rigore. Ranieri perde la sua personale sfida contro Montella, tra ex allenatori della Roma. L’Inter inanella la quarta sconfitta in sei partite.
La squadra milanese deve reagire, non ci sono più scuse e, soprattutto, la posizione in classifica inizia ad essere davvero preoccupante.

Milan – Palermo: Bossa nova

“Il Milan è una squadra triste”, si è ripetuto spesso nelle ultime due settimane. Dopo le recenti opache prestazioni, ma soprattutto dopo gli sfoghi esistenzialisti della coppia Ibrahimovic – Cassano, riassunti in un – “Il calcio non ci diverte più” – la squadra rossonera sembrava aver perso il sorriso. L’unica (e forse ultima) speranza, pareva essere riposta nell’allegria brasilera di Robinho, pronto al rientro dopo uno stop di due mesi. Non si sa se il merito sia stato davvero il suo, ma con il carioca in campo il Milan il sorriso lo ha ritrovato davvero. Ha mostrato, per ampi tratti della gara, di essere tornata l’insuperabile formazione dell’anno scorso. I due malati di routine Ibra e Cassano sono tornati a divertirsi e a divertire, Van Bommel sembra essere tornato il giocatore che aveva relegato Pirlo in panchina, il gioco sulle fasce ha funzionato alla grande e persino Nocerino è stato capace di offrire un’ottima prestazione, impreziosendola anche con un gol. Le altre realizzazioni sono state di Robinho e Cassano, per un convincente 3-0 finale.
Dopo un inizio in sordina i rossoneri tornano di nuovo, prepotentemente, tra i pretendenti alla vittoria finale. Lo hanno fatto partendo con un ritmo lento, ma incalzante, proprio come vuole la tradizione della musica Bossa nova, quella di Robinho, il brasiliano felice.

Cesena – Fiorentina: esame rimandato

La Fiorentina, ancora orfana di Gilardino, aveva comunque un buon motivo per caricarsi al meglio per la sfida contro il Cesena di Mutu: Jovetic ha infatti firmato il rinnovo del contratto, che per altre 3 stagioni lo legherà alla Viola.
Sinisa schiera il tridente Cerci-Silva-Jo-Jo, supportato da un centrocampo che pressa sui portatori di palla della squadra romagnola. All’inizio della gara questa scelta sembra dare buoni frutti, ma i minuti passano e con essi viene fuori anche il Cesena. Con un Ceccarelli protagonista, che ingabbia Jovetic e cerca spesso anche lo spunto in avanti, la formazione di Giampaolo sfiora spesso la realizzazione, soprattutto con Guana che colpisce anche una clamorosa traversa. L’episodio chiave della gara arriva a metà ripresa, quando Mutu si fa espellere per una stupida gomitata di reazione a un fallo di Cassani. Questo episodio rallenta di fatto le iniziative del Cesena, che anzi alla fine, con un sinistro di Pasqual rischia addirittura la sconfitta. Buona prova per il Cesena. Per la Fiorentina l’esame di maturità è ancora rimandato.

Considerazioni finali

Record negativo di gol. Record negativo di punti per la capolista negli ultimi 18 anni. Il duo bianconero di testa non sfrutta la possibilità di allungare il passo e si fa fermare sulla 0-0 da Chievo e Atalanta. La sconfitta a sorpresa del Napoli ad opera del Parma, il ritrovato Milan di Robinho e Ibra, l’ennesimo passo falso dell’Inter (rimasta in solitudine ancora attaccata a quella corda..). Questo campionato delle incertezze si apre a nuovi, inaspettati scenari.

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