Top players. Le 11 stelle di Euro 2012

L’8 giugno partirà l’Europeo in Ucraina e Polonia. Abbiamo messo in fila i protagonisti più attesi della manifestazione: 11 superstar del calcio continentale.

A livello di popolarità, parlare di calcio oggi ricorda l’incipit del film-cult L’Odio: è la storia di uno sport che precipita dal 56esimo piano di un grattacielo, ripetendosi ad ogni piano: fino a qui, tutto bene. Un salto nel vuoto. Forse. Quel che è certo, è che il gioco più emozionante e popolare al mondo non si ferma. Facendo parlare l’unica, vera dimensione che conta e appassiona: il campo. E i suoi protagonisti.

The show must go on: ecco i magnifici 11, i top players da tenere d’occhio nel caldo mese che terrà (quasi) tutta l’Europa sospesa dietro ad un pallone.

ROBIN VAN PERSIE – Olanda

Scegliere Robben, sarebbe stato troppo facile. Stavolta il più atteso all’Europeo è Robin Van Persie: il capitano dell’Arsenal, conteso dalle big di mezza Europa, viene da una stagione semplicemente esaltante con 30 gol e prestazioni monstre. E’ lui Il tulipano da cui molti si aspettano la fioritura a livello internazionale. Sboccerà finalmente?

CRISTIANO RONALDO – Portogallo

Inutile presentare CR7, da anni si contende (perdendola) la palma del miglior giocatore del globo col fenomeno Messi. Il Portogallo è squadra che fatica, arranca: perfetto specchio dello scenario istituzionale del paese. L’unica ancora di salvezza è affidata alla classe prepotente di Cristiano da Madera, in arrivo da un’annata cannibale, a colpi di record frantumati col Real di Mourinho. Iron Man.

ZLATAN IBRAHIMOVIC – Svezia

Dici Ibra e leggi Scudetto, almeno così ci ha insegnato la storia recente. A parte quest’anno. Forse, proprio questo può essere il trampolino di lancio per Ibra-Cadabra a livello internazionale. A discapito di una potenza e di una personalità straripanti ha sempre faticato, e molto, al di là delle Alpi. In Svezia è costantemente discusso e atteso. E’ l’ultima, grande occasione della carriera: spiccherà il volo?

PETR CECH – Repubblica Ceca

Fra i portieri i campioni sono pochissimi, uno è sicuramente Petr Cech: simbolo di una Repubblica Ceca senza troppe pretese. Una squadra solida, ma piatta come un marciapiede. Cech rappresenta il fuoriclasse in un’equipe di passaggio, dai talenti giovani o troppo grigi. Ma storicamente, sopratutto all’Europeo, le sorprese sono sempre dietro l’angolo. La Champions League porta il marchio dei suoi guantoni impresso. Certezza.

MESUT OZIL – Germania

Non ancora 24enne e già con un ricco palmarès alle spalle, Ozil. Il ragazzo dal fisico leggero e dal nome che porta subito alla mente la madre patria Turchia: simbolo multi-culturale della sorprendente Germania degli ultimi Mondiali. Un talento puro, che ha fatto del piede sinistro, della rapidità e di eccezionali assist il marchio di fabbrica; anche nello stellare Real Madrid di quest’anno. Consacrazione o eterno incompiuto?

WAYNE ROONEY – Inghilterra

Wayne Rooney, una faccia da hooligan per una superstar mondiale del calcio. Anche lui, come illustri colleghi sopra, accomunato da un misero destino con la casacca della propria nazionale, i Lions d’Inghilterra. Arriva all’apice della carriera a quest’appuntamento, un’annata straordinaria a livello personale, ma non si può dire lo stesso del suo Manchester Utd. Rimane l’unico passepartout scardina-difese per i sudditi di sua Maestà. Salverà la Regina?

LUKA MODRIC – Croazia

Luka Modric, da Zara con furore; l’ex provincia italiana sull’altra sponda dell’Adriatico. L’acquisto più costoso della storia dei gloriosi Hotspurs di Tottenham. A Londra ha inizialmente stentato a trovare la sua dimensione ideale, ma nell’ultimo anno ha traghettato il suo team ad un’insperata Champions. Centrocampista duttile, tecnico ed intelligente. La modernità fatta calciatore. Col numero 14, in omaggio a Johan Cruijff. Speranza.

XAVI HERNANDEZ – Spagna

Quasi impossibile trovare un altro regista del suo spessore a giro per il mondo: Xavi, il fulcro del Barcellona dei miracoli di Pep Guardiola e anima pensante della Spagna trionfatrice di Europei prima, e Mondiali poi. Un prototipo della perfezione calcistica applicata alla costanza di rendimento. Non più giovane, rimane interprete assoluto del ruolo. All’ultima, importante occasione con le furie rosse: vorrà farsi rispettare. Evergreen.

FRANK RIBERY – Francia

Frank, lo Scarface di Marsiglia: dai suoi guizzi, dribbling e dalle sue invenzioni passeranno gran parte delle fortune dell’equipe transalpina. Una nazionale che pare aver imboccato il sunset boulevard da un pezzo, ma che rimane una delle grandi potenze europee in fatto di competizioni nazionali. Ribery, dalla sfortunata finale di Champions persa col Bayern ai mondiali sfumati ai rigori: l’importante è partecipare?

MARIO BALOTELLI – Italia

SuperMario Balotelli, chiacchieratissimo protagonista di gossip e (dis)avventure oltremanica. Un talento smisurato: un attaccante capace di tutto e del contrario di tutto. L’Italia calcistica lo marcherà stretto, incuriosita e fiduciosa verso il talento di scuola Inter. Al contrario di molte previsioni, Prandelli lo ha subito lanciato: puntando sulle qualità infinite e sull’effetto euforia per un’Italia che sa d’incognita. Se mette la testa a posto…

ANDRIY SHEVCHENKO – Ucraina

Chiudiamo con una sorta di omaggio, impossibile non includere Andriy Shevchenko. Sheva, 36 anni, capitano dei record della sua piccola, grande Ucraina. Condottiero del profondo Est, uomo-simbolo di una nazione in costante ricerca di riscatto e slancio sociale. Campione e professionista esemplare, dentro e fuori dal campo: una figura d’altri tempi. Concluderà la sua strepitosa carriera davanti al suo pubblico al termine del torneo. Monumento vivente.

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