La Fiorentina, Machiavelli e “L’arte della guerra”: l’importanza della strategia

“I Soldati vanno trattati innanzitutto con umanità, ma controllati con ferrea disciplina. Questa è la strada per la vittoria”

Rileggendo questa frase ho pensato che, chissà, forse mettendo in pratica al meglio gli insegnamenti di Sun Tzu, Montolivo avrebbe già rinnovato il contratto che lo lega alla Fiorentina.

Molti di voi sicuramente conosceranno il famoso classico di teoria militare “L’Arte della guerra di Sun Tzu”.
Risale a più di 2.500 anni fa, ma è ancora attualissimo. Viene usato come Vademecum nel mondo degli affari, per motivare e plasmare i business men.
In realtà è perfetto per essere applicato a qualsiasi ambito della vita, anche al calcio.
Insegna a vincere una guerra mediante l’uso della strategia.

Gli orientali, si sa, sono noti per la saggezza – ma noi Toscani non siamo da meno. Anche un fiorentino illustre si è cimentato nella stesura di un trattato di questo tipo. Niccolò Machiavelli, tra il 1519 e 1520 ha infatti composto “Dell’Arte della Guerra”. Una versione fiorentina rinascimentale del quasi omonimo testo cinese.

“Il vero segreto per vincere la guerra è sapersi adattare a qualsiasi terreno”.
Vediamo nello specifico come hanno saputo adattarsi le nostre squadre ai vari terreni che hanno calcato in questo
Mercoledì di campionato.

Fiorentina-Parma: “Può la disciplina nella guerra più che il furore”

La Fiorentina ritrova disciplina tattica e compattezza e va a rappresentare la nota più lieta di questo turno infrasettimanale di Serie A.
Occhi puntati su Santiago Silva che va a sostituire l’infortunato Gilardino e su Montolivo, al quale i tifosi viola non perdonano il fatto,ormai quasi certo, di lasciare la squadra a fine stagione. Il primo tempo tra la squadra di Firenze e il Parma trascorre all’insegna della noia e si spenge a reti inviolate.
Nella ripresa inizia il Jovetic.show, che impreziosisce la sua gara con una fantastica doppietta. Tra il primo e il secondo gol del Montenegrino c’è spazio anche per gloria personale di Cerci.
Il punteggio si ferma sul 3-0. Firenze respira un po’ e per il momento può rilassarsi e dimenticarsi un attimo del caso Montolivo, in attesa della gara di Domenica al San Paolo di Napoli.

Inter-Novara: “Il disarmato ricco è premio del soldato povero”

L’Inter si è decisamente adattata male al campo del neopromosso Novara. Andando a perdere 3-1. Si presenta priva di idee, con una difesa inconsistente (Lucio e Ranocchia da 4) , un centrocampo lentissimo e un attacco inconcludente. In una parola: disarmata. L’unico che si salva è Snejider, che “giustamente” viene sostituito al 23’ s.t. da Zarate. Gasperini insiste col proporre il 3-4-3, modulo che dimostra ancora una volta di non adattarsi alle caratteristiche dei giocatori. Per la recidività e per la mancanza di risultati viene esonerato. L’impressione è che i problemi dell’Inter non si possano risolvere con un semplice cambio di panchina. L’involuzione di alcuni giocatori (Milito, Cambiasso, Lucio, Forlan) e la sensazione che Eto’o fosse molto più che indispensabile, non sono buoni segnali.

Juventus-Bologna: “Sapere nella guerra conoscere l’occasione e pigliarla, giova più che nessuna altra cosa”

Questa frase sintetizza perfettamente la partita della Juventus, che alla terza partita “facile” consecutiva, passa in vantaggio sfruttando un calcio di punizione battuto a sorpresa da Pirlo, che pesca Vucinic in area.
L’ex romanista non sbaglia, ma a fine primo tempo si fa cacciare per doppia ammonizione, permettendo al Bologna di rimettersi in piedi e di pareggiare con Portanova.
Sul finale è un forcing bianconero, che però non riesce a concretizzare. Chiude la gara un siparietto poco edificante: un accenno di rissa iniziato perché con un giocatore del Bologna (Ramirez) a terra, nessuno butta fuori il pallone.

Milan-Udinese: “Meglio è, nell’ordinare la giornata, riserbare dietro alla prima fronte assai aiuti”

In un Milan ancora in deficit di formazione (alla lunga lista si aggiunge adesso anche Pato), con un Cassano ispirato ma non concreto, gli aiuti devono per forza arrivare dalle seconde linee. In questo caso ci pensa il “Piccolo Faraone” El Shaarawy a riportare in parità una situazione che appariva compressa.
Nel primo tempo infatti, una papera di abbiati regala vantaggio all’Udinese, con Di Natale ancora protagonista.
Il Milan si dimostra lento e poco capace di imporre un gioco, ma riesce lo stesso a tramutare in gol con El Shaarawy un assist di Cassano. Il punteggio finale di 1-1 va quasi stretto a un’Udinese che negli ultimi minuti fallisce 3 nitide palle-gol. Il Milan ha dimostrato ancora una volta che senza Gattuso, Boateng, Ibrahimovic e Robinho è una squadra priva di personalità. L’unica ancora di salvezza sembra quella di affidarsi alla capacità dello staff medico di rimettere in piedi i giocatori in infermeria.

Da segnalare la sconfitta del Napoli ad opera del Chievo, che evidenzia il solito limite della formazione Partenopea: la discontinuità. Primo gol dell’ex Viola Mutu con la maglia del Cesena, che però soccombe contro la Lazio grazie a un super Klose.
Dopo 3 giornate, Juventus, Genoa e Udinese comandano la classifica con 7 punti. Non abbiamo neanche una formazione a punteggio pieno e nessuna sta offrendo un gioco che convince del tutto.
Forse le nostre squadre hanno semplicemente bisogno di trovare, o (ri)trovare un’identità, non è così facile come a dirsi, ma possono sempre partire da questo assunto: “Se non conosci né te stesso né l’avversario, soccomberai a ogni battaglia”. Parola di Sun Tzu.

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