Da Montella al ritorno di Toni. Che Fiorentina ci aspetta

Chiuso da pochissimi giorni un mercato frenetico e reduce dalla partita di Napoli, abbiamo dato un occhio alla nuova Fiorentina di Vincenzo Montella.

Partiamo dal presupposto che in questa lunga estate di cambiamenti della vecchia gestione Viola targata Mihajlovic, Rossi e Corvino, rimane solo un ricordo sbiadito, spesso sgradevole e lontano anni luce. Rivoluzione totale in casa viola: si parte dall’ottimo DS, Daniele Pradè, fino all’allenatore, Vincenzo Montella; e nel mezzo una rosa (quasi) interamente inedita. Una new wave viola, se possiamo ribattezzarla così.

Cosa ci aspetta? Se tre indizi fanno una prova, azzardiamo un po’.

I PIÙ

La guida tecnica di Vincenzo Montella Top Gun ha portato serietà, voglia e ha costruito dalle fondamenta un modo nuovo di fare calcio. Le prime tre uscite lo hanno dimostrato in modo incontrovertibile: possesso palla da grandissima squadra, personalità, gioco ordinato e tasso tecnico elevato. Ricorda da vicino le equipe spagnole. Ma con un’attenzione alla fase difensiva di chi il campionato italiano lo conosce. Eccome.

Jovetic Basta saperlo in maglia viola, libero da ogni asfissiante dettame e in forma fin da subito, come non si presentava da anni. Se non è il miglior giocatore in assoluto della (sempre più crepuscolare) serie A, poco ci manca. Ha già infilato 3 gol in 2 presenze. Fuoriclasse. What else?

Il Centrocampo A Firenze, dopo anni di (non)gioco e sonnolenza a livelli di stato comatoso, si presenta un centrocampo totalmente nuovo. E che già fa sognare, grazie ai suoi interpreti: Borja Valero, Pizarro, Aquilani. Tasso tecnico di caratura internazionale, propensione al gioco di squadra, personalità e affiatamento già invidiabile. Un qualcosa che avevamo dimenticato da tempi immemori. Il passepartout per aprire la stanza dei sogni, colorati di viola.

I MENO

L’Integrità fisica Premesso che fino ad oggi è complicato trovare qualcosa di negativo, il fatto che diversi interpreti (vedi: Rodriguez, Cuadrado, Aquilani, Pizarro, Viviano, Llama…) arrivino da annate travagliate o da una carriera ricca di stop – più o meno lunghi – può rivelarsi un limite con l’avvicendarsi di un torneo lungo e sfiancante.

Il Centravanti La querelle che ha messo in subbuglio la città, e non poteva essere altrimenti. Dimitar Berbatov che atterra, forse arriva, anzi no: è rimasto in un terminal a Monaco di Baviera. The Terminal Dimitar non c’è, tutti se ne sono fatti una ragione, ma la sostituzione della cecchigoriana ”ciliegina” è rimasta questione aperta. Come ha dimostrato (in parte) la sconfitta di Napoli. E, sopratutto, il frettoloso ritorno del figliol prodigo Luca Toni. Roba da sceneggiatura di Quentin Tarantino.

LE SORPRESE

Qui si entra nel campo dellle sensazioni, più che delle certezze. Un po’ come la carta ”probabilità” del Monopoli. Ma, stando a quanto assistito finora, alcuni giocatori sembrano stupire in positivo più di altri, nonostante nomi meno altisonanti. Tre nomi su tutti, uno per reparto: il tecnicissimo El Hamdaoui, il colombiano volante Cuadrado ed il già idolo Facundo Roncaglia.

LE INCOGNITE

Viviano Certo, non ha colpe particolari il cuore viola Emiliano Viviano. Però non è apparso ancora reattivo, in forma; come se patisse i noiosi infortuni che lo hanno frenato in una carriera lanciata verso palcoscenici di altissimo livello. Per fortuna, il tempo gioca dalla sua.

La linea a 3 Sia chiaro: fino ad oggi non c’è di che lamentarsi. Anzi. Ma con la dolorosa (e multimilionaria) cessione dell’unico fuoriclasse dietro, Nastasic, un aspetto che può rappresentare un’incognita deriva dal pacchetto difensivo a 3: assolute new entries nel campionato italiano. E che dovranno conoscersi in fretta (Roncaglia, Rodriguez e Savic). L’inizio è comunque incoraggiante, l’Aeroplanino vigila.

L’OBIETTIVO

In questo caso, nonostante le parole siano prudenti e ci sia bisogno di tempo per capire di più, la squadra ha riacceso l’entusiasmo per le vie della città: Firenze è l’arma in più. Dopo anni di purgatorio, e di serate calcisticamente al limite della vergogna. Obiettivo? Firenze ha bisogno dell’Europa e delle sue notti magiche.

E questa new wave viola, fin da subito, sembrerebbe portare dritta a destinazioni dal fascino continentale. Tornare a riveder le stelle è oggi (finalmente) possibile.

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