Lovelace

Lovelace: a Firenze il film così incredibile da essere vero

Lovelace è una storia talmente incredibile da essere vera, recita il trailer. Una storia che va oltre l’immaginario comune per raccontare la vita piena di ombre di una donna diversa dalle altre. 

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Nasce Linda Susan Boreman, per poi sposare poco più ventenne Chuck Trayner. Niente di strano, dirai; se non che è proprio il marito ad avviare Linda ad una carriera cinematografica decisamente fuori dagli schemi, che la farà passare alla storia con il nome del suo film più celebre: Gola Profonda

Siamo nel 1972, e la pellicola destinata a diventare icona della rivoluzione sessuale diventa un vero e proprio caso: forte di una trama più solida rispetto alla media, e della bellezza della protagonista, supera le barriere del genere per approdare al circuito mainstream, incassando la cifra record di 600 milioni di dollari. 

Talmente famoso da entrare nella storia, quando nel caso Watergate Gola Profonda diviene addirittura il nome in codice dell’informatore anonimo dei reporter del Washington Post. Talmente famoso da segnare per sempre il destino di Linda.

È proprio il retroscena della vita della sfortunata attrice che scopriamo nel film «Lovelace», nelle sale fiorentine in questi giorni. Dietro l’icona (che ha il volto di Amanda Seyfried ) c’è la violenza, un marito brutalizzante e una madre (interpretata da Sharon Stone) incapace di aiutarla. 

Ci sono i riflettori che accecano, una strada senza svolte, ma anche il femminismo e infine la battaglia contro l’industria del porno. C’è una donna forse troppo fragile, una Traviata che come Violetta sembra dire: «al piacer m’affido, ed io soglio col tal farmaco i mali sopir.» 

Ma non basta, di fronte a un destino cinico e baro che in cambio della celebrità e di una passione fasulla chiede l’anima. Anche a una ragazza di poco più di vent’anni. 

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