La regina dell’electro. Miss Kittin live al Viper il 25 Febbraio

Nome clou della scena electro internazionale: Miss Kittin, si esibirà live al Viper Theatre sabato 25 Febbraio.

Dai rave all‘electroclash, una ribelle in progress che non si ferma mai e cerca sempre qualcosa di diverso da far esprimere alla consolle. Si potrebbe azzardare così una sintesi di Caroline Herve: per mezzo mondo, Miss Kittin. Classe 1973, nasce a Grenoble, nella capitale alpina francese: un luogo che più idilliaco non si può, un’oasi della tranquillità e del lento scorrimento della vita ad alta quota. Bene, scordatevi tutto ciò.

Fin da giovanissima Caroline fonda, con degli amici, lo Swift Tuttle: un gruppo di decoratori per le feste rave e, proprio durante questi party, prova con successo a mixare musica per masse di ravers infreddoliti e bramosi di movimento.
Finite le scuole prende armi, bagagli (e cuffie), e vola a Marsiglia; qui, l’incontro con The Hacker e i set in un club new wave la spingono verso la techno-dance. Di lì a poco conosce i lavori di KLF e Aphex Twin, spostandosi verso la techno più sperimentale e l’electro.

Il profondo sud della Francia è zona molto fertile per la cultura rave e dance, e per lei la consapevolezza che la (rischiosa) strada è tracciata si rafforza proprio in questi confusionari anni. Fra caos creativo, tatuaggi, sete di conquista da dancefloor ed egocentrismo sfrontato: un mix instabile, in una personalità altamente volatile.

Ormai la metamorfosi è completa, è Miss Kittin. Gira il globo mettendo musica, da Mosca a Chicago: un vortice in crescendo, inarrestabile. A Marsiglia, infatti, incontra DJ Hell e gli sottopone una sua traccia: strabiliato, lui le chiede di incidere altro; lei torna a Grenoble, e con The Hacker realizza Frank Sinatra. DJ Hell lo produce, il brano diventa un (provocatorio) successo da (s)ballo.
Arriva così naturale il primo EP, dal titolo Champagne. Intanto, Miss Kittin lavora anche in Germania e, nel 1998, vede il suo brano 1982 chiudere la Love Parade di Berlino, davanti a un milione di matti da legare. Un cazzotto-dance in faccia al perbenismo: è la consacrazione. Definitiva.

Nel 2002 ha l’onore di registrare con Tricky a Los Angeles; poi decide di provare la carriera solista. Nel 2004 – dopo pause e incertezze sul futuro – Caroline decide per il grande passo, registra il suo primo album di inediti: I Com. E mostra che è sempre pronta a sperimentare, mettendo nei suoi pezzi richiami dub ed electropop; la forte presenza di beat techno che hanno reso Miss Kittin tale è accantonata, in favore della voglia di cantare (urlare, a dir la verità), confrontandosi pure col rap. Territori nuovi: maquillage schizofrenico, per una donna femminile quanto un paio di Caterpillar. O quasi.


Poi, Miss Kittin si rimette al lavoro e prepara la sua seconda prova discografica, BatBox, che esce nel 2008. Tutti i pezzi sono stati scritti durante il lungo periodo di peregrinazioni raminghe, da un angolo all’altro del globo. A spianare la strada al disco, Miss Herve sceglie come singolo il brano Kittin Is High: un successo atipico. Ma l’ennesimo, almeno per i numerosi fan della valchiria francese.

Insomma, siete avvertiti: la signorina(?) ci sa fare e il 25 febbraio al Viper sarà l’occasione per dimostrarlo. Mettetevi delle sneakers comode. Parecchio.

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