3 sbronze epiche degli americani a Firenze

Lo struscio yankee per noi fiorentini costituisce un’inesauribile fonte d’ilarità. Dove non mancano episodi di sbronza a stelle e strisce poi saliti agli onori della cronaca. 

Prendisole per lei e bermuda per lui, piedi scalzi per le signorine, infradito di gomma per i baldanzosi giovanotti. Questo è l’outfit osceno inconfondibile  che mi capita di osservare ogni volta che attraverso la zona di Santa Croce durante il fine settimana. In qualunque stagione e a qualsiasi temperatura. 

Firenze infatti è uno dei palcoscenici prediletti da quest’orda spesso barbarica giunta dall’altra parte dell’Oceano. Alla disperata ricerca di una pista dove risuoni hip-hop e/o orribile dance, la sguaiata comunità a stelle e strisce trascina i piedi nudi lungo le vie del centro, ingurgitando l’impossibile e in perenne modalità Animal House. Per poi ritrovarsi, il giorno dopo, sulle prime pagine dei quotidiani locali. 

Modalità Dolce vita: un tuffo nella fontana del Biancone

Il Biancone, ovvero il monumento più martoriato della storia di Firenze. Oltre ai ben noti danneggiamenti da parte di un vandalo che ne aveva tentato la scalata durante la notte, la Fontana del Nettuno in Piazza della Signoria è stata teatro di (reiterate) scene di felliniana memoria. 

Un giovane americano, sotto gli occhi divertiti di alcuni suoi connazionali, nel febbraio 2006 pensò bene di gettarsi nella vasca dell’Ammannati e del Giambologna: novello Anita Ekberg, trovò in questa breve nuotata un po’ di ristoro dalla sbronza colossale.

Al richiamo delle chiare, fresche et dolci acque non seppe resistere nemmeno un turista spagnolo, che reiterò l’impresa in tempi più recenti, nel luglio del 2011, per poi cavarsela con una multa di 160 euro. 

Santa Croce, il girone dei lussuriosi

La sbronza corre sui social. Non è notte inoltrata e non siamo nemmeno per i colli fiorentini: è sabato 23 giugno 2012, l’orologio segna appena le 23.00, mentre lo scenario è quello dell’affollatissima Santa Croce.

Proprio qui, in una sera d’estate, due ragazzi americani si appartarono dietro la statua di Dante, collocata sul lato sinistro del sagrato. E in mezzo ai motorini, presi dal piacer sì forte, misero in atto una camporella urbana in piena regola. 

Complice la sbronza, l’atto durò a lungo, mentre attorno ai lussuriosi ragazzotti si radunava una nutrita folla di spettatori. Neanche a dirlo, la scena venne ampiamente documentata (con tanto di video su youtube e tweet istantaneo), facendo il giro della rete e della stampa cittadina. Galeotto fu l’alcol e chi lo bevve. 

L’orfanella troppo cresciuta

La chiesa di San Remigio si trova nell’omonima piazzetta tra Santa Croce e piazza della Signoria. Proprio qui è collocata una culla per la vita, un piccolo vano termicamente protetto destinato ad accogliere i bambini abbandonati. 

Basta premere un pulsante esterno e il vetro infrangibile si apre: un meccanismo che una ventenne americana ha intuito e subito sperimentato. Pochi giorni fa infatti la giovane statunitense è stata ritrovata dentro la culla completamente ubriaca, intenta a ballare sul posto, intonando motivetti più o meno noti a squarciagola.

Con l’arrivo delle forze dell’ordine, si è infine potuto procedere all’estrazione della giovane donna. Una sorta di insperato happy ending, dove vissero tutti sbronzi felici e contenti.

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