Paul McCartney, settant’anni da Sir della musica

Un monumento vivente, una leggenda che non accenna a sbiadire, la nobiltà della musica che continua ad impugnare il microfono come scettro e il basso come sigillo reale. Questo è Sir Paul McCartney.

Settant’anni vissuti come forse nessuno, dal Cavern Club al Live 8, sempre e comunque on the run. Instacabile innovatore, fedele soltanto a se stesso e ad una classe senza precedenti.

Una storia nata sotto il segno dei Beatles, con l’ineffabile accoppiata Lennon-McCartney che diviene simbolo della musica internazionale, di un vento nuovo destinato a cambiare per sempre la storia della musica, e la storia stessa.

Un binomio che è al contempo intesa e braccio di ferro, tensione costante detonata dall’incontro-scontro di due menti geniali. Una coppia d’assi destinata a sciogliersi, con la band che diviene leggenda e nuove strade da esplorare.

Difficile restare all’altezza di un avvio così glorioso, difficile fare onore alla propria carriera, se con una manciata di album sei entrato nel mito, attraversando e rivoluzionando stili diversi, toccando vette inaccessibili ai comuni mortali.

Let it be, sembra però affermare Paul: nella musica come nella vita. I Wings, la scomparsa dell’adorata moglie Linda, i successivi matrimoni. Un passo dopo l’altro, sempre in vetta, esperimento dopo esperimento, con una produzione sterminata.

Se il consiglio per Jude era any time you feel the pain, hey Jude, refrain, sir McCartney segue un’altra strada, affrontando le vicessitudini un tour dopo l’altro, senza mai abbandonare il palco e un pubblico che sarebbe eufemistico definire adorante.

La voce non sempre è quella del baronetto rampante che attraversava Abbey Road a piedi nudi, ma non importa. Un nuovo album nel 2012, le consuete collaborazioni d’eccezione, e poi l’ennesimo tour.

Paul c’è, con quella faccia un po’ così e quell’espressione che parla di grinta, di storia, e della soddisfazione di essere il migliore. A dimostrazione che la long and winding road da percorrere è ancora lunga. Per fortuna.

 

Paul McCartney – La frase celebre:

And in the end, the love you take is equal to the love you make.”

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