Max Gazzè visto da Teladoiofirenze. La nostra intervista

Torna spesso a Firenze dove ha molti amici. Avrebbe voluto incontrare Leonardo da Vinci. Oggi andrebbe a pranzo con Roberto Benigni. Max Gazzè racconta come nascono le sue canzoni.

Da Firenze passa spesso, anzi spessissimo. Stavolta è tornato nel teatro romano di Fiesole, per un concerto sold out del suo nuovo tour Sotto casa. Max Gazzè, romano, 46 anni, continua a emozionare sul palco. Ecco cosa mi ha raccontato nel backstage.

Sei spesso a Firenze. Cosa ti lega a questa città?

Ho molti amici qui , è sempre un piacere rivederli. Le mie frequentazioni di Firenze per la musica risalgono ai tempi dei CSI e ai vari festival che si organizzavano. C’era tanto fermento a Firenze in quegli anni, soprattutto alla fine degli anni ’90

L’ho frequentata davvero tanto, quindi ho una memoria più affettiva, legata ai miei inizi con la Bandabardò, Ginevra Di Marco e Francesco Magnelli.

Max Gazzè prove anfiteatro romano

Negli ultimi anni sei tornato a Firenze re-interpretando due “opere rock”

Due bellissimi concerti, che ricordo e mi porto veramente nel cuore. Sono state due esperienze emotivamente molto coinvolgenti. Prima The lamb lies down on broadway dei Genesis alla Fortezza da Basso di Firenze e poi i Pink Floyd proprio qui, all’Anfiteatro romano di Fiesole. 

Ero già stato qui e ho memoria di quel momento.  Abbiamo suonato tutto Live a Pompei – The dark side of the moon, bellissima esperienza.

A proposito di “Sotto Casa”, il tuo ultimo album. A quale fiorentino vorresti suonare il campanello?

Non mi dispiacerebbe suonare il campanello di Leonardo Da Vinci e chiedergli un paio di delucidazioni sui processi alchemici che riguardano alcune meccaniche. Sono sicuro che lui avesse già un’idea della quantistica prima di David Bohm. Credo che anche lui avrebbe la risposta del bosone di Higgs.

In campo letterario sarebbe bello incontrare un Dante Alighieri, ma non essendoci Dante Alighieri, posso provare a parlare con qualcuno che lo conosce bene. Magari andare a fare un pranzetto con Roberto Benigni, che ho incontrato di recente. Mi farebbe piacere parlare un po’ con lui.

Scrivi i testi delle tue canzoni insieme a tuo fratello. Come trovi l’ispirazione?

Non sono ancora riuscito a capire da dove scaturiscano i miei momenti d’ispirazione. Non si può fare altro che contemplarli e trasferire tutto questo  in qualche artefatto, in qualche forma espressiva che possa più o meno rappresentare quell’idea primordiale, quel momento d’ispirazione.

Max Gazzè, Estate Fiesolana

E quando nascono queste bellissime alchimie con mio fratello sono sempre legate ad un momento di grande percezione emotiva di quel che accade.  Non c’è un metodo, non c’è un modo, ma c’è sempre una grande sorpresa. E a volte sei sorpreso di ciò che sta accadendo.

Quanto è importante per te il jazz?

Ho suonato tanti anni jazz per questo ora mi ritrovo a sperimentare un bel progetto che si chiama Over Tour con Rita Marcotulli e Roberto Gatto. Due musicisti straordinari. Questo progetto va avanti da più di un anno proprio perché è nata una bella sinergia.

Stiamo sul palco, ci divertiamo, con delle idee, un canovaccio. Un’idea di base c’è, ma è tutto molto improvvisato. Facciamo jazz appunto, anche se poi cerchiamo di esplorare momenti progressive, momenti pop o rock o funk, sempre con grande apertura. Ed è questa la cosa che ci intriga e ci fa venir voglia di rifarlo.

Max Gazzè soundcheck

Grazie Max.

Cari amici di Teladoiofirenze, grazie a tutti, buona estate, siate sereni, felici e non abbiate paura dei Teletubbies.

Photo Credits: Alessandra Cafiero