Il grande ritorno di Patti Smith con un nuovo album a primavera

La sacerdotessa sta per tornare. Firmando un nuovo disco, che conterrà alcune dediche d’eccezione: due brani in onore di Amy Winehouse e Maria Schneider. In loving memory.

Patricia Lee Smith è sempre stata un’americana molto particolare; originaria di Chicago, cresciuta nel New Jersey per poi emigrare a New York in cerca di arte e di artisti. Portando con sé quell’amore sconfinato per la pittura e il cinema italiano, il decadentismo francese e i poeti della beat generation.

Passioni che nella grande mela furono travolte dall’onda anomala del rock’n roll, creando un incredibile calderone artistico, nel quale furono amalgamati elementi eterogenei, dando vita ad uno stile graffiante e unico.

Giunta nella east coast, divise il suo tempo tra lavori occasionali, la permanenza presso lo storico Chelsea Hotel, dove si intratteneva con artisti come Allen Ginsberg e William S. Burroughs, e i reading di poesia nell’underground newyorkese.

Fu la chitarra di Lenny Kaye a irrobustire le sue parole, trasformandole in puro rock’n roll. Scarno, allucinato, furioso, sensuale, fiero. Confluito nel 1975 in Horses, un esordio d’eccezione, sulla copertina del quale venne immortalata dagli scatti dell’amico e amante Robert Mapplethorpe.

Da allora non si è più fermata: idealista, forse utopica, forte ma anche fragilissima, intellettuale bohèmienne e istintiva, Patti Smith è stata una sintesi perfetta del rocker al femminile. Un’eroina del proto-punk, nata per fare del vecchio, consunto rock un’arte del futuro.

Eccola quindi tornare al suo pubblico, con una nuova fatica musicale ancora priva di titolo, ma che conterrà due grandi dediche, una delle quali alla cantante Amy Winehouse: “Eravamo in studio a New York, a fare tutte le altre canzoni inserite nell’album” – ha dichiarato la cantante – “Ma avevo scritto una piccola poesia quando lei morì e il mio bassista, Tony Shanahan, aveva invece composto una partitura musicale e le due combaciavano perfettamente”.

L’altro pezzo in memoriam è invece un omaggio all’attrice Maria Schneider, amica di vecchia data della Smith nonchè indimenticata protagonista del film “Ultimo tango a Parigi” di Bertolucci.

Gli anni passano ma non sembrano scalfire questa pietra miliare dei 70’s: un po’ imbiancata, certo, magra e androgina come è sempre stata. Soprattutto ancora appassionata, sensibile socialmente, persino tenera. Il futuro è arrivato.
E Patti è ancora qui.

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