Il documentario su Bob Marley nei cinema fiorentini

Il regista Kevin Macdonald racconta il sacerdote del raggae. Dal 26 Giugno anche in Italia. Biglietti qui.

“Non sono un profeta. Non posseggo le risposte. Sono solo un uomo. Conosco alcune parole e so come usarle”. Così diceva  Robert Nesta Marley, per tutti semplicemente Bob, la voce di chi non ha voce, figura centrale del panafricanismo, paladino dei diritti civili, il più grande e riconosciuto interprete della musica reggae giamaicana.

Un rivoluzionario in piena regola, che non ha mai abbandonato la sua gente, rimanendo sempre coerente al suo credo e ai suoi ideali. Il documentario del regista scozzese Kevin Macdonald ricostruisce la vita di questo spirito libero, attraverso le dichiarazioni di persone a lui vicine e soprattutto la sua musica.

Il risultato è un quadro poliedrico, complesso, non scevro di contraddizioni, inevitabili quando ci troviamo di fronte a personaggi così monumentali.

Nella parte iniziale il regista si concentra sulle dichiarazioni dei parenti e degli amici d’infanzia, ricostruendo l‘humus peculiare dal quale Bob è emerso.

La seconda guarda invece alla sua carriera, all’ascesa nell’olimpo della musica mondiale, il lato più cinico di un uomo che ha avuto 13 figli da 7 mogli in circa 15 anni, apparentemente consumato da una divorante ambizione.

Il 26 Giugno anche nelle sale fiorentine arriverà il messaggio di un artista indubbiamente carismatico, un profeta del raggae che si fece rock star. Un uomo dalla breve vita ma che ci ha lasciato un’eredità sconfinata. Ieri come oggi.

chevron_left
chevron_right