Ennio Morricone in concerto a Firenze: il 3 novembre al Mandela Forum

Evento imperdibile per tutti gli amanti della musica e del cinema. Ennio Morricone dirigerà orchestre e cori del suo tour ”Ten”: il 3 novembre al Mandela Forum.

Ennio Morricone, un uomo praticamente impossibile da definire in angusti giochi di parole o schemi. Semplicemente una delle più grandi figure artistiche di tutto l’immaginario moderno e contemporaneo. Un mostro sacro della composizione che, fortuna nostra, farà tappa a Firenze per un concerto che si (pre)annuncia memorabile.

E pensare che all’anagrafe recita 84 anni, ingigantisce ancora di più lo spessore autoriale e la voglia di mettersi in gioco del  Maestro. E la tournée di concerti che toccherà Firenze ne è la dimostrazione naturale: un progetto partito nel 2002 all’indomani di un’irripetibile data all’Arena di Verona, che segnò la cesura con la vecchia vita artistica di Morricone e l’inizio di un nuovo capitolo (ormai decennale) fatto di concerti sparsi per tutto il mondo. Prontamente ribattezzato Ten, appunto.

Con esibizioni ed ospitate uniche: dall’assemblea generale dell’ONU al Teatro del Popolo di Pechino, dal tempio sacro della sinfonia – la Royal Albert Hall – al Giappone; passando per Australia, Russia, Cile e tutta l’Europa. Il mondo ai suoi piedi, per dirla con un’espressione spesso abusata. Ma non col Maestro romano.

Insieme a Ennio Morricone suoneranno due grandi formazioni orchestrali: l’Orchestra Roma Sinfonietta, che da anni collabora con il Maestro sia dal vivo che in studio, e la straordinaria Orchestra Filarmonica della Rai. Ci saranno anche due differenti cori: il Coro di Verona e il Nuovo Coro Lirico Sinfonico Romano.

Sarà l’occasione per sentire tutte le sue indimenticabili composizioni: un’eredità condivisa che unisce il mondo all’ascolto. Dagli immancabili e leggendari temi della trilogia del dollaro di Sergio Leone, ai pluripremiati Mission, Gli Intoccabili, Nuovo Cinema Paradiso; solo per citarne alcuni.

E per una sera, vedere come un semplice palazzetto alla periferia di Firenze possa trasformarsi – come nelle migliori pellicole – in un teatro dei sogni.

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