E cantava le canzoni. Indimenticabile Rino Gaetano

Salvatore Antonio Gaetano. Per tutti, sempre e per sempre Rino.  Più compianto che amato in vita, certo difficile da dimenticare.  Ieri come oggi, a 31 anni dalla sua scomparsa.

Dal profondo sud alla Capitale, dal Folkstudio al più nazional-popolare dei Festival canori. Ironia nel cilindro, un velo malinconico negli occhi sempre aperti su un’Italia piccolo-borghese in cerca di riscatto. Un cantastorie bislacco e irriverente, capace di svelare l’essenza di un paese piccolo piccolo, attraverso pezzi la cui attualità non cessa di stupire.

“Io scriverò sul mondo e sulle sue brutture
sulla mia immagine pubblica e sulle camere oscure
sul mio passato e sulle mie paure”

Nessuna dote divinatoria, semplicemente una profonda sensibilità: questo il segreto del menestrello di Crotone, sempre pronto a mostrare il re nudo, con ritmi da filastrocche e tocchi da autentico poeta. L’insostenibile leggerezza dell’essere Rino traspare tra uno spiazzante non-sense e l’altro, rivelando un animo tormentato e un disicanto sovente fraintesi.

Un esempio su tutti la celeberrima Ma il cielo è sempre più blu: ritratto cinico del Bel Paese, tramutato nel tempo in divertissement.  Dal remix discotecaro di Molella alla sigla dell’omonimo show televisivo di Panariello, fino all’inutile cover di Giusy Ferreri, triste finale della parabola di un pezzo bellissimo.

Chi invece è disposto ad addentrarsi nei testi geniali di un cantautore più unico che raro può scoprire e riscoprire un universo popolato di personaggi indimenticabili, raccontati in uno stile inconfondibile.

Rino è popolare, nel miglior senso del termine. Ed è al popolo che parla, ieri come oggi. L’ironia di una tragica sorte ha messo fine alla sua vita proprio nel giorno in cui si festeggia la Repubblica italiana, che canzone dopo canzone ha saputo raccontare come ben pochi altri.

Rimasti fratelli figli unici, lo ricordiamo così, con un pezzo dedicato ad una terra tormentata che ancora sfoglia i suoi ricordi, le sue istantanee, i suoi tabù.

 

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