Al via il 23esimo Rock Contest al Glue: Il reportage

Il guru del rock nostrano – Piero Pelù – l’ha definito come ”il brodo primordiale”, c’è chi lo apostrofa come l’ultima realtà rock urbana. I più, pensano che sia una kermesse di grande tradizione ed identità cittadina.

Parliamo del Rock Contest. La manifestazione arrivata (non senza difficoltà) alla 23esima edizione, ha preso il via Giovedi 13 ottobre al Glue. Con il patrocinio del Comune di Firenze, della Regione Toscana e la storica organizzazione di Controradio. Tutti gli elementi tradizionali e distintivi al loro posto, insomma.

Ma la componente indispensabile per costruire il DNA che ha reso celebre la manifestazione, nei decenni, è una soltanto: il rock. Nella dimensione live. E, neanche stavolta è mancato. Anzi. Eravamo seduti fra i divanetti del Glue, a seguire attentamente il tutto. Ma andiamo con ordine.

Dei 36 gruppi totali, i primi sei in gara si giocavano il passaggio alla semi-finale di novembre, alla Flog. Ma se ‘‘The Winner Takes It All”, soltanto due sarebbero volati ad un passo dalla gran finale, continuando a sognare gloria e pubblico in delirio.

I GRUPPI IN GARA Si apre, davanti ad un centinaio di persone, con i Quanti: giovanissima band pistoiese che suona un punk all’italiana senza fronzoli. Spontanei, energici, a tratti esplosivi. Con molti accenni a quel grande calderone giovanile che è il mondo universitario. Un mix di richiami fra Buzzcocks e CCCP. Atmosfere fra Jack Frusciante è Uscito dal GruppoSkiantos. Coinvolgenti.

Poi è la volta di Alessandro D’Iuorno: trentenne cantautore fiorentino, accompagnato dalla sua band. Si cambia registro. E stile. Pezzi di nuda critica sociale, con echi de le Luci della Centrale Elettrica. E chitarre allungate da inizio anni ’90. Un’ ottima voce e testi originali. Ma poca energia.

La terza band in gara è la più giovane: Set Your Shoes On Fire, con un nome così ci si aspettiamo gli Arctic Monkeys fiorentini. E ci siamo quasi: cantano in inglese(migliorabile), sparano pallottole cariche di punk-rock californiano, in stile Dead Kennedys. Una batteria memorabile spinge, facendo saltare i numerosi fan e qualche groupie (si intravede volare anche un reggiseno sotto al palco) . Giovani e sfrontati. Bella sorpresa.

Il quarto gruppo a salire sul palco sono i Jungle Jane, ensemble pratese-fiorentino. Sfoderano un bellissimo sound: fra tirate session strumentali in perfetto stile Calibro 35 e pezzi più grezzi, ma tecnicamente perfetti. Con qualche strizzata d’occhio ai Fuzztones ed ai Sonics. Colonne sonore adatte ai migliori film di Guy Ritchie. In tutto ciò riescono pure a fondere una cassa, che inizia a fumare bianco: delirio rock.

E’ poi il turno de Le Fumenta di Aldebaran, giovane ed originalissima band aretina. Nome atipico, quanto il sound che propongono. Qui le sensazioni mutano in delicatezza e ricercatezza. Sound folk, contaminato dal jazz. C’è spazio anche per un dolce violino di accompagnamento sulla scia della PFM. Esibizione impeccabile. Sonorità vintage da camera.

L’ultimo gruppo sono i Giochi per Bambini: pratesi, non giovanissimi, ma con un grande sound. I più urbani, underground: si vede addirittura un bel synth sul palco, in perfetto stile 80s. E loro fanno sul serio, con un ritmo ipnotico fra Zen Circus, Verdena e, sopratutto, i primi Bluvertigo. Effetti, cambi di genere, poliedricità nei testi. Mai banali.

AND THE WINNERS ARE..  Insomma, le due ore passano piacevoli con qualche (lunga) pausa, ma si sa: il bello della diretta. E, dopo centinaia di sigarette, si arriva alle proclamazioni di rito. I vincitori, passano e continuano a sognare: Quanti e Giochi per Bambini.

L’appuntamento, come nei migliori serial Tv, è per giovedì prossimo: stesso posto (Glue), stessa ora (dalle 21.30; ingresso gratuito).