The Blues Brothers, il mito continua. Di nuovo nelle sale il 20 e 21 Giugno

A trent’anni dalla scomparsa di Belushi e in occasione del centenario della Universal Pictures il capolavoro di John Landis torna al cinema. Un indimenticabile cult movie in versione restaurata.

Catastrofico, scatenatissimo e irresistibile: forse il musical più riuscito della storia del cinema. Certamente il primo ad avere un taglio decisamente comico. Una pietra miliare della comicità demenziale, girato con un budget di 30 milioni di dollari, un grande classico che consacra al mito l’impareggiabile coppia Belushi – Aykroyd.

Un fenomeno di costume senza tempo, dove i Ray – Ban scuri modello Wayfarer, le cravatte lunghe e assottigliate, gli abiti rigorosamente neri dei fratelli blues hanno segnato il nostro immaginario almeno quanto il trench di Humphrey Bogart.

“The Blues Brothers” è tutto questo e molto altro. Una pellicola geniale, che trasforma un’avventura pasticciona in un attentato dinamitardo all’America che vuole soffocare lo spirito ribelle dei 70’s. Senza aver fatto i conti con i fratelli blues.

Jake (il mitico John Belushi) e Elwood (un altrettanto straordinario Dan Aykroyd) sono decisi a procurarsi 5.000 dollari per salvare l’orfanatrofio in cui sono cresciuti. Per farlo decidono di rimettere in piedi la vecchia blues band di un tempo.

Da questa esile trama Landis fa derivare di tutto: tributi alla cultura musicale black (ricordiamo le grandi performance di Aretha Franklin e Ray Charles, solo per citarne alcuni), gag esilaranti, battute memorabili che rivitalizzano un genere consunto a colpi di comicità e musica.

Al centro due antieroi epici e sgangherati “in missione per conto di Dio”, creati dai loro interpreti nella cornice del Saturday Night Live, che mettono a soqquadro l’intera Chicago e buona parte del Midwest, finendo per farsi inseguire da mezza America.

In questo crescendo trascinante, la buona azione dei fratelli blues assume i connotati di un American dream anarchico, una ritrovata e irriverente contestazione che molto deve alle gag a rottta di collo del cinema muto ma è proiettato verso il più grande cinema del futuro. Il tutto orchestrato da una colonna sonora impareggiabile. Scatenatevi.

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