Sorelle Marinetti in arrivo a teatro. La nostra intervista

Il trio en travesti sarà al Teatro Corsini di Barberino (Firenze) il 22 febbraio 2013 con «Non ce ne importa niente». Ecco cosa ci ha svelato la sorella maggiore.

Hanno un cognome futurista, voci da usignolo e un repertorio d’annata, tutto da cantare in falsetto. Le Sorelle Marinetti continuano a girare l’Italia con uno spettacolo che dopo 5 anni di programmazione richiama ancora un gran pubblico.

Turbina, Mercuria e Scintilla portano sul palco del Teatro Corsini di Barberino del Mugello i motivetti che suonava la radio negli Anni Trenta e Quaranta: dal “Pinguino innamorato” ai “Tulli-tulli-tullipan” del Trio Lescano, fino a chicche ripescate dal dimenticatoio.

Non chiamatele drag queen, qui non c’è playback: dietro al sipario ci sono tre attori-cantanti, un’orchestra speciale (che ha anche acquistato strumenti d’epoca) e un lungo lavoro per recuperare note di altri tempi insieme alla tecnica del canto armonizzato. Abbiamo incontrato Turbina, al secolo Nicola Olivieri, attore di teatro e baritono da coro lirico.

Le Sorelle Marinetti, Turbina Marco Olivieri

Baritono e una delle Sorelle Marinetti, impresa impossibile?

In realtà le voci gravi sono più facilitate nel falsetto. Ovviamente noi “sorelle” abbiamo dovuto lavorare molto, c’è voluto un anno per raggiungere un buon risultato.

Il falsetto è delicato: se hai un piccolo raffreddore con la voce naturale te la puoi cavare, con il falsetto no.

Come ci si sente a portare la gonna in scena?

Teatralmente l’uomo può incarnare lo spirito di una donna, fa parte gioco. Devi tirare fuori l’elemento femminile che è in te, metterci un po’ di sensibilità e di dolcezza. A noi uomini, diciamolo, ci viene un po’ difficile.

Sorelle Marinetti, trucco

Perché la musica Anni ‘30 e ‘40?

È stata dimenticata dopo la guerra, ma è una musica che mette di buon umore e oggi ce n’è tanto bisogno. Anche all’epoca tirava su gli animi degli italiani, bastonati dal regime fascista e colpiti dal conflitto mondiale. In sé conservava un germe di speranza.

5 anni di Sorelle Marinetti, il momento più emozionante?

Di recente abbiamo fatto vista a una casa di riposo di Varese. Una delle ospiti non parlava da mesi, per una malattia. Durante la nostra esibizione al pianoforte ha iniziato a cantare. Le infermiere sono rimaste sconvolte.

Prossimi progetti?

In cantiere c’è una commedia musicale che sta scrivendo il maestro Christian Schmitz, ambientata sempre negli anni ‘30, in cui le Sorelle Marinetti interpretano alcuni personaggi con la partecipazione di altri attori-cantanti.

Aspettiamo l’occasione giusta per produrla, non è un momento roseo per il teatro.

Siamo nel mese di Sanremo: ci tornerete?

Nel 2010, con Arisa, è stata dura! Giravamo vestiti e truccati di giorno e notte. Se ci richiamassero andremmo molto volentieri. È  una grande vetrina, ma il nostro mondo è quello teatrale. E poi abbiamo abbastanza materiale per fare un terzo disco.

Le Sorelle Marinetti, Firenze Barberino

Con chi vorreste duettare?

Il massimo sarebbe un duetto con Mina. Finora siamo stati molto fortunati e abbiamo avuto il piacere di lavorare con Simone Cristicchi, Vinicio Capossela e il jazzista Rosario Di Rosa.  Ci hanno permesso di misurarci con qualcosa di diverso dal nostro repertorio.

E chi potrebbe essere la quarta sorella Marinetti?

Paola Cortellesi potrebbe far parte delle Sorelle Marinetti. Ci piace moltissimo: artisticamente, umanamente ed è anche una cantante eccezionale.

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