Un itinerario machiavellico: da Firenze a Sant’Andrea in Percussina

Sulle tracce dell’autore del Principe, opera che compie 500 anni. Tra case, statue, vecchie targhe, tombe e le campagne del Chianti.

Come Leonardo, Niccolò Machiavelli è un prototipo di uomo rinascimentale. Letterato, politico, uomo intelligente e spregiudicato dei suoi tempi, è considerato il fondatore della scienza politica moderna, conteso o osteggiato, incompreso o venerato. Il percorso nei luoghi che parlano di lui, ci porta nei posti più belli di Firenze.

I natali in via Guicciardini

Il primo luogo del nostro percorso inizia a metà di via Guicciardini, davanti a una targa nella stretta galleria commerciale. È attaccata ad una trave ed è l’unica testimonianza rimasta della casa di Niccolò Machiavelli, che si affacciava su quella strada e che fu definitivamente distrutta dalle mine tedesche nell’agosto del 1944.

Sempre in via Guicciardini troviamo il palazzo dove morì, dopo una vita intensa, tragica, avventurosa e feconda. Una lapide lo ricorda. Siamo nel cuore di Firenze, il teatro più giusto per un uomo che incarnò le due anime fiorentine, quella campanilistica e quella internazionale.

Palazzo Machiavelli

Attraversando via dello Sprone, ci dirigiamo verso la Chiesa di Santo Spirito, dove ci attende la casa di famiglia Machiavelli, abitata ma non amata da Niccolò. Siamo tra via Santo Spirito e via de’ Coverelli, un tempo Chiasso Perduto.

Quattro piani con la severa facciata principale, sulla quale si aprono due grandi portali ad arco a tutto sesto di pietra bugnata, nascondono un incantevole, austero e ordinato giardino segreto. In queste poche strade, in un itinerario di neanche 500 metri, la vita di un fiorentino che influenzerà i contemporanei e la storia d’Europa.

Sant’Andrea in Percussina e il Principe

Bisogna però arrivare alla casa di Sant’Andrea in Percussina, frazione di San Casciano, per sentire lo spirito letterario del Machiavelli. Il borgo è poggiato su un crinale che guarda Firenze e il Pratomagno ed è considerato uno dei luoghi più suggestivi e panoramici del circondario fiorentino.

Qui si rifugiò dopo essere stato esiliato da Firenze nel 1512, quando in città ritornarono i Medici. La fattoria, con l’annessa osteria dell’Albergaccio, è raccontata in una delle sue più famose lettere, quella indirizzata all’amico Francesco Vettori.

Nella lettera descrive le serate trascorse all’osteria a giocare a tric-trac con l’oste e  un macellaio del luogo. La notte si ritirava nella sua biblioteca e trascorre le ore leggendo i classici, che gli hanno ispirato un libretto, scritto di getto in pochi mesi ed intitolato De Principatibus: Il Principe, l’opera alla quale deve la sua fama.

Da pochi anni appartiene al Gruppo italiano vini che qui ha alcuni dei suoi più bei vigneti e che l’ha restaurata in modo accurato. Si possono visitare gli ambienti della villa, le splendide cantine e, attraverso un passaggio sotterraneo, entrare nell’osteria descritta dallo stesso Machiavelli.

La cantina, costruita 500 anni fa, si sviluppa nei sotterranei di quella che fu la casa del Machiavelli, nei lunghi anni di esilio da Firenze. Qui i vini vengono affinati ancora oggi vini in botti di rovere francese. Una visita in questo luogo è cultura, natura ma anche enogastronomia.

Gli Orti Oricellari

Una vita tra intrighi, famiglia dei Medici, Borgia, Verona, Pontedera, Europa. Quando era a Firenze frequentava però un luogo da visitare, il giardino degli Orti Oricellari, creati alla fine del Quattrocento quando Bernardo Rucellai acquistò il terreno e costruì palazzo e un giardino.

Qui si tenevano le sedute dell’Accademia platonica che ospitò alcuni dei più importanti letterati e qui Niccolò Machiavelli presentò i suoi Discorsi. Nelle vicinanze del giardino aveva luogo anche il processo di tintura della lana attraverso l’oricello, un lichene, e l’ammoniaca derivata dall’urina, che aveva fatto la fortuna della famiglia Rucellai e dei panni fiorentini tinti del tipico rosso violaceo.

Questo procedimento fu un importante sviluppo della scienza chimica applicata alla tintura. Il giardino è visitabile su appuntamento telefonando al 055 2302212.

Viale Machiavelli

Un lungo serpente verde che parte da Porta Romana, dedicato al Machiavelli, forse per il suo andamento contorto ma ricco di presenze botaniche, forse per il carattere di ascesa verso il piazzale Michelangelo, più probabilmente perché non lontano dalla casa natale. Il viale Machiavelli con il giardino delle Scuderie Reali, le ville, le case nobili e gli alberghi, è un percorso piacevole, soprattutto nelle giornate più calde.

L’importante è lasciare l’ampio tracciato e infilarsi nelle stradine laterali, dove si possono scoprire scorci di una Firenze che desidera rimanere appartata.

La statua agli Uffizi

Nel nostro percorso alla scoperta del Machiavelli a Firenze, non può mancare una visita alla Galleria degli Uffizi, dove per l’abbellimento esterno, tra il 1842 e il 1856, vennero realizzate le 28 statue in marmo, nelle nicchie dei pilastri all’esterno della Galleria, con gli uomini illustri della Toscana dal Medioevo all’Ottocento.

Tra queste a sinistra sul terzo pilastro la statua di Giotto di Giovanni Duprè, ma arrivando all’undicesimo troviamo la statua del Machiavelli di Lorenzo Bartolini.

La tomba in Santa Croce

Una vita fatta di esilio, devozione, amici e nemici. Recentemente è stato ritrovato all’Archivio di Stato di Firenze il bando originale che fu letto dal banditore Antonio di Chimenti il 19 febbraio 1513 per la cattura di Niccolò Machiavelli, dopo che il suo nome è stato rinvenuto in un elenco di potenziali simpatizzanti di una congiura per rovesciare il regime dei Medici.

Un’ultima riflessione sulla vita, le opere e l’uomo Machiavelli va fatta dentro la basilica di Santa Croce dove troviamo il monumento settecentesco, con la figura allegorica della Diplomazia, scolpito da Innocenzo Spinazzi a gloria di Niccolò Machiavelli. Sopra vi è incisa la celebre frase Tanto nomini nullum par elogium (a un sì gran nome nessun elogio è adeguato).

Credits foto: radio3.rai.it; gazzettinodelchianti.it; Vignaccia76; cultura.toscana.it

La vite e le opere

La fattoria Machiavelli