Banca Etica, Ugo Biggeri

Un fiorentino alla guida di Banca Etica, intervista a Ugo Biggeri

Finanzia giovani  e progetti con finalità sociali. Ha i classici sportelli, ma anche banchieri ambulanti. Ecco la storia di Banca Etica e del suo presidente, Ugo Biggeri.

Ha studiato fisica, è stato ricercatore in ingegneria elettronica, dal 2009 insegna i segreti del microcredito ai giovani dell’Università di Firenze e non hai mai abbandonato il mondo del volontariato. Ugo Biggeri, classe 1966, è un fiorentino con una lunga carriera che abbraccia più ambiti. Da tre anni è presidente di Banca Popolare Etica, una realtà diversa dai classici istituti finanziari.

Era il 1982 quando Biggeri iniziò a collaborare con l’associazione Mani Tese, una ong che dal 1964 si occupa di solidarietà internazionale per la quale, negli anni Novanta, si è anche occupato della regolamentazione del commercio delle armi in Italia.

La sua avventura con Banca Popolare Etica è partita nel 1999, quando per il progetto fu contattata anche Mani Tese. Biggeri faceva parte del consiglio d’amministrazione della Ong ed ha partecipato subito con entusiasmo a questa nuova idea.

Banca Etica, ci spiega Ugo Biggeri, nasce da una riflessione: la finanza è uno dei motori dell’economia, ma al tempo stesso è anche uno dei motori della crisi. “La nostra esperienza – dice – parte da una domanda che tutti si pongono: dove vanno a finire i miei soldi una volta messi in banca? Il denaro non è solo alta finanza. Deve essere qualcosa di più, deve aiutare la collettività e i suoi progetti”.

Banca Etica, Ugo Biggeri

Banca Etica è nata proprio per dare una mano alle aziende del terzo settore. Fin dai primi giorni questo istituto bancario sui generis ha preso una decisione: mettere online tutti i finanziamenti, ad eccezione di quelli a persone fisiche, in modo trasparente e accessibile. È stata la prima al mondo, poi in tanti – soprattutto istituti di credito stranieri – hanno seguito l’esempio.

Oggi Banca Etica ha 17 filiali su tutto il territorio e 220 persone tra dipendenti e banchieri ambulanti. Sì, avete letto bene. Banchieri ambulanti e non promotori finanziari: sono loro che tengono i contatti con il territorio dove manca un’agenzia, sono loro a dare alla banca un volto umano e a svolgere tutto quello che farebbe una filiale.

Banca Etica finanzia sopratutto le idee dei giovani, le cooperative e le assistenze sociali: dai circoli Arci toscani fino a LiberaTerra, che si occupa della gestione delle terre confiscate alle mafia, dai pannelli fotovoltaici fino alle aziende biologiche.

Ma ci sono anche altri importanti progetti come il microcredito, che garantisce un aiuto economico a chi è rimasto fuori dal mondo dei prestiti, ad esempio famiglie in difficoltà o piccole imprese in fase di avvio.

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