escursione

Tutti al Sud: un’escursione lungo quattro luoghi simbolo di Firenze

Da San Salvi al Girone. Un giro da fare a piedi o in bicicletta, attraversando i luoghi simbolo della Firenze a sud-est.

Il manicomonio di San Salvi

Si parte da San Salvi, entrando dal cancello principale all’angolo di Via Lucrezia Mazzanti, una donna di questi luoghi un tempo aperte campagne, che durante l’assedio di Firenze del 1529, per non subire la violenza di un ufficiale delle truppe spagnole, preferì gettarsi nell’Arno dal ponte di Incisa, morendo annegata. Storie di coraggio e tragedie che incontriamo lungo le stradine che come un reticolo attraversano San Salvi, un tempo manicomio, oggi cittadella sanitaria controversa.

Sfiorata dai binari del treno e popolata di splendidi alberi, regalati da Marcello Mastroianni interprete del film “Per le antiche scale”, girato tra i padiglioni da Mauro Bolognini, con Marthe Keller, Barbara Bouchet, Adriana Asti, Lucia Bosé e con le musiche di Ennio Morricone.

Un luogo dove la sofferenza e la speranza sembrano materializzate nei palazzi ingombranti e nelle superbe presenze botaniche che si incontrano. Un bel giro va fatto piano, scoprendo le storie di malattia mentale e dirigendosi verso via del Mezzetta, superando Villa Panico e trovandosi nel parco dove si può bere al fontanello pubblico di fronte alle Poste.

La cereria in campagna e la Chiesa Valdese

Usciti dal Parco di Via del Mezzetta, ci si dirige verso il cavalcavia ferroviario ma prima di dirigersi verso Rovezzano, vale la pena scoprire Via del Gignoro, con le sue belle case e la chiesa di san Bartolomeo al Gignoro. La piccola chiesa, costruita in conci di pietra risale al XIII secolo. Alla chiesa era annesso un monastero di monache benedettine, fondato dalla famiglia Baroncelli, fu soppresso nel 1370 perché ritenuto troppo isolato e poco sicuro. L’antico complesso religioso, restaurato, appartiene oggi alla Chiesa Evangelica Valdese.

Un luogo di storie antiche e recenti di grande suggestione. Scendendo verso l’Arno, si ritorna verso l’Esselunga per scoprire alle sue spalle l’Ex Fila, una palazzina che nasce nel tipico paesaggio agrario che circonda Firenze nel Medioevo, sulla destra dell’Arno. Un tempo osservatorio metereologico nella seconda metà dell’Ottocento la villa cambia destinazione d’uso e con  l’arrivo della linea ferroviaria Firenze-Roma, la palazzina si trasforma in cereria. E’ nel 1920, che Fabbrica Italiana Lapis ed Affini (FILA) rileva l’edificio e lo trasforma nel luogo della produzione di matite e colori.

Oggi è un luogo dove si tengono concerti ed attività culturali. Anche questo un luogo di storie che bisogna saper scoprire.

Sant’Andrea a Rovezzano

Si punta a sinistra verso Sant’Andrea a Rovezzano, borgo un tempo comune, tra i più belli a picco sull’Arno. Passeggiare per le sue strade è un piacere per andare alla scoperta di un tempo andato, cadenzato dal fiume e dai sui mulini che qui un tempo erano numerosi. Da vedere il mulino del XV secolo e la chiesa di sant’Andrea del XII secolo che conserva all’interno a croce latina una duecentesca Madonna in trono con Angeli del Maestro della Maddalena sull’altare di sinistra, un San Michele in terracotta policroma, opera della bottega di Giovanni della Robbia.

Da non perdere a questo punto una visita al parco d’arte Enzo Pazzagli con il fruscio dell’Arno che gli scorre accanto e che rende questo posto un sogno di fantastica bellezza. Lo sfrecciare dei treni porta un messaggio nel mondo di questa bella visione. 23900 metri quadrati e più di 200 opere d’arte, offrono un’immagine davvero suggestiva. Viste dall’alto le opere compongono un viso beffardo e sorridente.

Lungo il fiume verso il Girone

Dal Parco si prende Via delle Muline, una stradina che si potrebbe definire onirica che porta verso il fiume. Una sosta alla Pescaia di Sant’Andrea, per ammirare l’Arno spezzato dalle pietre che congiungono la sponda di Bagno a Ripoli. Si prosegue lungo il parco, passando sotto il ponte ferroviario, accompagnati a destra e sinistra dalle campagne che portano al Girone. Sulla destra gli orti di Villa Massa, di Candeli, di Nave a Rovezzano. Non dimenticate un qualunque apparecchio digitale per fare foto. Ne vale la pena.

Così come vale la pena di arrivare alle Gualchiere del Girone, con la sua deliziosa piazzetta. Qui un tempo si lavorava per infeltrire i panni rendendoli più resistenti e impermeabili premendoli fortemente per mezzo di un maglio di legno alimentato dalla sola forza idraulica dell’Arno. Oggi è un luogo appartato e gentile, che non ha più memoria del suo brulicare operoso. In compenso l’Arno e il borgo offrono panorami stupendi.

Una campagna fluviale e bucolica a pochi km dal caos di Firenze. Con il bus 14 dal Girone, oppure a piedi lungo Via Aretina si può tornare in città.

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