Toscana olimpica. 5 grandi imprese alle Olimpiadi

Venerdì 27 luglio 2012: data ufficiale di partenza delle Olimpiadi di Londra. E la Toscana sarà protagonista di primissimo piano, con 37 atleti.

Dici Olimpiadi e la mente va ad imprese sportive a volte eroiche: medaglie conquistate da uomini e donne comuni, spesso sconosciuti ai più. Ma che in quelle tre settimane estive racchiuse tra 5 cerchi si trasformano in eroi nazionali, attraverso alla manifestazione più gloriosa per ogni sportivo al mondo: i Giochi Olimpici.

Anche in questa XXX edizione la Toscana giocherà un ruolo da big, essendo fra le regioni d’Italia con più atleti in gara. Ripercorriamo dunque 5 emozionanti ed indimenticabili imprese nostrane nelle passate edizioni.

Alessandro Andrei – Los Angeles (1984)

L’ultimo grande pesista della tradizionale scuola degli ASSI Firenze, il gigante fiorentino che frantumò il record del mondo nel lancio del peso.

In un’edizione caratterizzata dal boicottaggio dei paesi ex-sovietici, il fiamme oro fiorentino si impose in una disciplina durissima; guastando la festa dei favoriti atleti americani davanti al proprio pubblico. Regalò, così, la prima medaglia d’oro all’Italia in questa antichissima disciplina icona dei Giochi.

Fiona May – Sydney (2000)

Fiona May, per tutti semplicemente Fiona: un mito per gli appassionati di atletica leggera, innalzatasi prepotentemente a eroina nazionale. Inglese di nascita, ma fiorentina d’adozione (e per scelta di vita), ha regalato momenti intensissimi nell’arco di una carriera dal ricco palmarés. Tenendo col fiato sospeso l’Italia fra una rincorsa per spiccare il volo e un atterraggio.

Come a Sydney 2000, dove non raggiunse l’oro olimpico, fermandosi all’argento per pochissimi centimetri; ma riuscendo comunque a spostare in avanti i limiti dell’atletica italiana. Emozionando un paese.

Yuri Chechi – Atlanta (1996)

Yuri Chechi da Prato, il Signore degli Anelli. Forse nessuno come lui ha unito e sorpreso una nazione intera, incollando milioni di persone al teleschermo per seguire una disciplina massacrante e di nicchia come gli anelli. Re indiscusso della specialità per più un decennio, arrivò ad Atlanta dopo uno sfortunatissimo infortunio al tallone che gli negò i Giochi di Barcellona ’92.

Salì sugli anelli per un esercizio finale che entrò nella storia, rappresentandone la perfezione stilistica. Scendendone, divenne simbolo dello sport azzurro in giro per il mondo.

Andrea Benelli – Atene (2004)

Altra favola azzurra che parla con fortissimo accento fiorentino è quella di Andrea Benelli da S.Ellero. Una storia anomala: un gran debutto olimpico a 40 anni suonati, e un trionfo meritatissimo quattro anni dopo nella patria dei Giochi: Atene.

Un fiorentino doc, che nella specilità dello skeet (tiro al volo), coronò un sogno che inseguiva da anni; primeggiando in una sfida infinita – e dai toni drammatici – contro il finlandese di ghiaccio, Kemppainen. Rimase nella memoria collettiva anche per la sanguigna esultanza di stampo calcistico, con tanto di ”aeroplanino”.

Alessandra Sensini – Sydney (2000)

Donne d’acciaio. Le estenuanti ed infinite gare olimpiche ci hanno regalato spesso anche quest’immagine. E’ il caso della straordinaria Alessandra Sensini da Grosseto: una carriera interminabile, legata a doppio filo alle Olimpiadi. Il successo nel windsurf, che inseguiva da anni, giunse nella fortunata edizione di Sydney 2000.

Dopo una gara dominata in lungo e in largo sulle onde del Pacifico, navigò verso il titolo di regina della Vela. (Ri)sollevò, da sola, le sorti crepuscolari del windsurf italiano. Superati i 40 anni – dopo 5 edizioni consecutive – si ripresenta anche a Londra. Sempre col vento in poppa.

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