Parcheggi a Firenze: 5 tipologie creative in cui vi siete imbattuti

Un problema quotidiano dall’origine ancestrale: tra vizi, abitudini e comportamenti al limite delle possibilità umane, ecco 5 tipologie creative di parcheggi a Firenze.

“E ora, dove la metto? Speriamo ci sia posto…” Il virgolettato potrebbe essere un pensiero qualunque in un giorno qualunque per le strade di Firenze. Senza distinzioni di sesso, età, orario e luogo: un alone minaccioso che attanaglia automobilisti e scooteristi. Come la nuvola fantozziana che (in)seguiva il celebre ragionere.

Per chi si muove a Firenze, il problema spostamento e quindi parcheggio è questione annosa e condivisa: una sorta di peccato originale da espiare a colpi di attese, giri a vuoto, falsi allarmi ed illusioni. Sviluppando uno zen da asceta buddhista. A volte, però, capita di imbattersi in veri e propri coup de teatre. Invenzioni oltre il ponderabile, menefreghismo che sfocia in creazioni horror degne di Stephen King. Fra le tante, ne abbiamo stilate 5: tra realtà e ironia.

Abbey Road: sulle strisce

Un classico intramontabile dei parcheggi a Firenze. Specialmente in centro città e nel weekend, quando la corsa al parcheggio diventa frenesia inarrestabile. Una categoria che comprende tutti i modelli: dalle utilitarie alle station wagon. Attraversare, in certi casi, necessita di un fisico a metà tra Kate Moss e Piero Fassino.

Modelli tipici: tutte le auto. Modalità: Un Giorno di Ordinaria Follia.

Il biker da Marciapiede

Una categoria tra le più spaccone e sfrontate, quella del posteggio sul marciapiede. Per le strade intorno a Santa Croce spesso si verifica il fenomeno cannibale delle quattro ruote sopra tutto e tutti. Un fenomeno che si ripete frequentemente anche con scooter d’ogni razza e genere, appoggiati come installazioni d’arte contemporanea sui marciapiedi.

Modelli tipici: Scooter (di ogni genere). Modalità: I Guerrieri della Notte.

The Others: doppie frecce & doppia fila

Qui il parcheggio creativo si fa repentino e con una punta di mistero. Succede quando, davanti a bar, attività varie e negozi ci si fermi quel tempo che basta per compiere le proprie commissioni. O almeno, così la pensa il professionista del parcheggio in doppia fila. Accompagnato dalle doppie frecce, ovvero una sorta di invulnerabilità che regala l’immaterialità. Certo, secondo lui.

Modelli tipici: Compatte e piccoli Van. Modalità: Il Sesto Senso.

Deathproof – Tra corsie e incroci

Una modalità di parcheggi a Firenze tra le più diffuse in caso di grandi eventi come concerti e partite della Fiorentina. Una tipologia che si diffonde a macchia di leopardo quando ci si avvicina agli orari di punta dell’aperitivo nel centro storico. Macchine alla meno peggio(?) e file inventate a formare nuove forme futuriste di sosta: là, dove regnavano gli incroci. E i pedoni? Contorsionisti a metà tra Rudolf Nureyev e il Tetris.

Modelli tipici: Utilitarie e berline. Modalità: Il Mucchio Selvaggio.

Dredd, il parcheggio sono io: l’Area Pedonale

A volte si arriva a vette di inestimabile coraggio, leggi incredulità. In zone ben limitate del centro storico, capita di trovarsi vis-à-vis con pionieri di terre inesplorate. Luoghi come Palazzo Pitti o Piazza del Duomo non possono fermarli: sono quelli del sobrio parcheggio in area pedonale, con l’aria un po’ così, di chi può farlo per questioni di ius sanguinis. Pardon, motoris.

Modelli tipici: SUV. Modalità: Il Marchese del Grillo: ”Perchè io so’ io, e voi non siete un cazzo.