generazione neet

Non studio, non lavoro, ma guardo la tv. Chi sono i NEET fiorentini

NEET è il termine inglese che indica quei giovani non più inseriti in un percorso scolastico, ma neppure impegnati in un’attività lavorativa. Scopriamo le cause di questo fenomeno e come provare a risolverlo, anche a Firenze.

Li chiamano NEET e rappresentano un nuovo fenomeno sociale, un’espressione che sta per Not in Education, Employment or Training, andando a indicare quei giovani non più inseriti in un percorso scolastico/formativo, ma neppure impegnati in un’attività lavorativa o tirocini.

Una situazione che si è sviluppata negli ultimi anni, inaspritasi con la crisi economica. Colpisce tutta l’Europa e soprattutto l’Italia dove i “né .. né” sono il 21,2% della popolazione tra i 15 e i 29.

La quota di NEET è più elevata tra le donne, 24,4 % rispetto al 18,% degli uomini. In Toscana sono 80 mila tra i 15 e i 29 anni, pari quasi al 16% della popolazione giovanile.

neet disoccupazione giovanile

Lo studio svolto in Provincia di Firenze riguarda un campione di 200 giovani, 161 italiani e 39 stranieri tra gli 819 che hanno dichiarato la disoccupazione nel 2009. Dal 2009 al 2011:

• 65 non hanno avuto nessun rapporto di lavoro
• 39 un solo contratto
• 96 più di uno

Dei 65 che dal 2009 al 2011 non hanno avuto nemmeno un lavoro, 17 rientrerebbero nella categoria dei NEET.

Quali sono le cause?

Ad ampliare il fenomeno NEET ovviamente c’è la crisi occupazionale. Ma non è l’unica causa, almeno per quanto riguarda la situazione italiana caratterizzata dal minore inserimento dei giovani italiani nell’occupazione e dalla loro maggiore condizione di inattività, piuttosto che di disoccupazione rispetto ai giovani degli altri paesi europei.

I risultati mettono in luce la minore capacità del mercato del lavoro italiano di includere i giovani. Tra le cause principali, il mismatch tra domanda del mercato del lavoro e professionalità offerte dal sistema educativo.

Una realtà scolastica che non interagisce con il tessuto imprenditoriale italiano, creando figure professionali non necessarie alla nostra economia.

neet dati disoccupazione giovanile

Se il mercato richiede tecnici, operai specializzati e artigiani, è necessario che il sistema educativo fornisca ai giovani la formazione necessaria e gli strumenti migliori per l’avviamento al lavoro, come ad esempio l’apprendistato.

Questo strumento in Italia è considerato solo come una forma contrattuale (che al dire il vero non garantisce troppe tutele al lavoratore) mentre in altri paesi, come la Germania, l’apprendistato è uno strumento fondamentale del sistema formativo.

Quali le possibili soluzioni?

Il rischio che, per molti, la permanenza prolungata in uno stato di inattività trasformi l’appartenenza al neet in una condizione permanente. Esistono degli strumenti per superare le difficoltà dell’inserimento lavorativo tipiche di questa condizione.

In primis, l’accesso a percorsi formativi che consentano l’acquisizione di competenze tecniche e specifiche richieste dal mercato del lavoro. A sostegno di queste attività vi è la possibilità di accedere ad agevolazioni e voucher.

Inoltre ci sono misure volte ad agevolare l’autoimprenditorialità. Il bando Giovanisì della Regione Toscana consente di usufruire di finanziamenti per mettersi in proprio. Sicuramente è necessario mantenersi attivi nella ricerca di lavoro iscrivendosi ai centri per l’impiego e monitorando gli annunci, riducendo così la quota dei NEET.

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