Ma torna a zappare. Diventa un contadino wwoofer, in cambio di vitto e alloggio

Abbandonano la città e vanno in campagna a dare una mano nelle fattorie bio, gratuitamente, in cambio di vitto e alloggio. Ecco il fenomeno wwoof, un popolo di agro-viaggiatori. Ma non parlate di vacanze a basso costo.

Da ora in poi mi guarderò bene da usare l’agricoltura in senso dispregiativo. “Ma torna a zappare!”, siamo abituati a dire con tono polemico. Ebbene loro lo hanno fatto: hanno preso in mano la vanga, ne sono contenti e non vogliono un soldo per il lavoro all’interno degli ecovillaggi, in Toscana come in giro per il mondo.

Niente salario, il loro impegno viene ripagato con vitto, alloggio e soprattutto con la possibilità di lavorare fianco a fianco con chi ha fatto dell’agricoltura biologica, naturale e biodinamica una scelta di vita.

Wwoof in Italia e nel mondo: cos’è

È il fenomeno Wwoof (World wide opportunities on organic farms), che mette in contatto i progetti rurali naturali, con i volontari disponibili a dare una mano nei campi, chiamati appunto wwoofer. La comunità è nata in Inghilterra nel 1971 e si è diffusa in tutto il globo.

Woofer chi sono, Woof cos'è

In cambio le fattorie offrono cibo, un posto dove dormire e la possibilità di imparare uno stile vita più “bio”. I wwoofer non sono però lavoratori a costo zero: ci sono rigide regole per far parte della lista degli host, ossia delle fattorie disponibili ad ospitare.

In Toscana esistono quasi 200 aziende agricole che hanno spalancato le loro porte ai volontari. Il “soggiorno” va da una quindicina di giorni a periodi più lunghi, anche di un anno.

Non sono le vacanze low cost

Prima di lanciarsi verso la campagna però, aspettate un attimo.  “Bisogna mettere in chiaro che non è un modo per fare vacanze a basso costo – mi avverte Claudio Pozzi, a capo dell’associazione Wwoof Italia – prima di tutto è una possibilità per conoscere persone, culture, ambienti, regioni del mondo e le tecniche dell’agricoltura naturale”.

Wwoofer e Wwoof in Toscana, fattorie biologiche, biodinamiche

Abbandonate pure l’idea bucolica della vita rurale. “Si sentono raccontare storie di ragazze che arrivano con trolley e tacchi, legate a una visione un po’ troppo romantica della vita in campagna, come se stare a contatto con la natura voglia dire starsene su un’amaca. La vita agricola invece è cruda: bisogna essere disponibili a sporcarsi le mani, ma viene ripagato con tanta soddisfazione per il tuo lavoro”.

Chi sono i wwoofer e dove vanno

Il popolo dei wwoofer italiani è composto soprattutto da giovanissimi, soprattutto studenti universitari o neolaureati, anche se non mancano le eccezioni, come qualche pensionato.

Per diventare un wwoofer basta registrarsi a Wwoof Italia e versare una quota associativa che dura un anno (25 euro circa che servono anche per l’assicurazione). Ad ogni socio viene inviata la lista delle fattorie disponibili.

A quel punto tocca a te contattare le aziende agricole che più interessano: c’è chi prepara il formaggio, altre sono specializzate nella produzione del vino o nell’apicoltura, altre ancora puntano sulle tecniche biodinamica. In alcune è possibile addirittura portare i propri figli.

Photo credit: immagini nnel’articolo – www.wwoof.it

Per saperne di più sui wwoofer

Wwoof Italia – www.wwoof.it
Wwoof all’estero – www.wwoof.net

chevron_left
chevron_right