Le cose da fare per una giornata hipster a Firenze

Hipster: una parola che richiama alla mente un recente fenomeno sociale e di costume, sempre più presente anche in Toscana. Ma come vivono gli hipster a Firenze?

Hipster: termine nato negli anni ’40 per identificare giovani anticonformisti appassionati di jazz e bebop, che vedevano in Charlie Parker la propria icona e nel rifiuto totale della guerra il proprio credo.

Oggi – nonostante il termine rimanga lo stesso – la descrizione dellhipster contemporaneo non potrebbe essere più lontana. Tra qualche verità, molta ironia e passaggi tragicomici abbiamo stilato una giornata hipster a Firenze. Una guida all’ombra del Cupolone in modalità instagram, per chi insegue l’ultimo hype alternativo: a ritmo di Dente.

Hipster a Firenze, il risveglio e il pranzo vegan

Ore 11:18, di buon mattino l’hipster fiorentino consulta in bagno l’ultima recensione della bibbia alternative: pitchfork.com. Deluso dalla votazione di 5.2 data all’ultimo, imperdibile disco del gruppo islandese di turno, comincia ad affrontare la dura e angosciosa giornata per le strade di Firenze. Una città troppo piccola, troppo poco green, mai abbastanza vegan, figuriamoci cool.

panorama firenze hipster

Twittata l’ultima foto di Pete Doherty che vomita e sistemati ciuffo e baffi, parte il momento clou: la vestizione. Tuffato nella bauliera che fa da guardaroba, l’hipster arranca. La maglia forata da 200 euro o il mammasantissima dell’outfit: la camicia di flanella a scacchi da taglialegna dell’Oregon? Divorato dal dubbio, parte in direzione Santa Croce.

Per carburare al meglio l’esame di storia della fotografia, appoggiata la Graziella al palo, è tempo di iniziare con cappuccino e l’ultimo libro di David Foster Wallace. 1200 pagine di malinconia straziante, accompagnate dall’immancabile sound dei maestri God Is An Astronaut. Che proprio non possono mancare nell’i-phone. Dato che è tempo di pranzo si ferma da Brac, Mecca del vegano fiorentino con velleità letterarie. Ordina asparagi, zucca gialla e salse orientaleggianti: è pronto per la nuova avventura.

hipster a firenze santa croce

Lo shopping Vintage-milionario e il relax con Instagram dell’Hipster a Firenze

L’hipster fiorentino non ha mai un centesimo in tasca, ma fa tutto. Pedalando e girovagando tra le bancarelle di San Lorenzo, l’hipster si fionda nell’ultimo negozio vintage che nessuno ancora conosce. Non è mainstream, quindi funziona. Che poi acquisti t-shirt sdrucite a 89 euro è un dettaglio. Almeno 5 sono i templi in centro dove può lanciarsi nella scelta di outfit irrinunciabili e che lo tengono al passo col futuro. Anche se preferisce i mercatini in Slovacchia.

negozio hipster firenze

Finiti gli acquisti, per l’hipster a Firenze arriva il momento di relax: impossibile non pedalare verso il Tepidarium dell’Orticoltura. L’architettura liberty, il prato intorno, il cielo plumbeo e Instagram in mano. Scattate 3 fotografie in controluce ed effettate con tutti i filtri disponibili, è il momento clou della giornata: pubblicazione con citazione di Leonard Cohen su Tumblr. Fiducioso dei feedback grazie al sorprendente colpo da artista, si rilassa ascoltando i Sigur Ros e sognando il MoMa.

tepidarium firenze

La serata dell’Hipster fiorentino: il Cineforum e “Hipsterlandia”

È tempo di correre. In zona Sant’Ambrogio, è appena partita una retrospettiva su Leonid Trauberg e il grande cinema ucraino che fu. Roba di livello. Tra uno spritz e qualche citazione casuale di Jim Morrison, l’hipster a Firenze confabula e si avvicina ai suoi simili.

Compiacendosi sulla diversità rispetto all’ambiente ostile che lo circonda. Tra un dubbio su quale sia il miglior festival estivo nell’entroterra irlandese e la convinzione di dover partire presto per Edmonton, Canada, l’hipster fiorentino continua la serata.

s.spirito hipster

E si sposta. Dove? Ovvio, a hipsterlandia: piazza Santo Spirito. Qui entra nella terra promessa, nell’ormai habitat naturale. Una foltissima fauna di simili lo circonda; indeciso, si trascina malinconico al Volume. Beve, parla di Carmelo Bene, sogna l’ingaggio al National Geographic. Forse andrà a Pankow tra un paio di mesi, per restarci: per sentire l’effetto che fa.

Perchè Firenze è troppo piccola, Firenze non è Amburgo: non è abbastanza alternative. Dopo un after nel suo attico di famiglia in piazza del Carmine, ascoltando vinili e bootleg mai stampati, se ne va a dormire. Ore 4:40, parcheggia la bici. E la giornata dell’Hipster a Firenze melanconicamente finisce. Un vero peccato.

Credits foto: Immagine in evidenza

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