Le Cascine di Firenze in 3 storie

Le Cascine sono il parco più grande di Firenze, esteso per 160 ettari, lungo più di 3 km e abitato da oltre 19.000 alberi. Noi vi raccontiamo 3 curiosità sul polmone verde fiorentino.

Le Cascine, il parco dei Medici

Il parco venne costruito dalla famiglia De’ Medici come tenuta di caccia e allevamento. Difatti il nome cascine deriva da cascio (cacio) cioè il luogo dove si tenevano gli animali per fare il formaggio.

Fin dall’inizio le Cascine erano particolari: la cura delle colture era molto attenta e furono piantate alcune tipi di rari alberi da frutto.

cascine

Ma i Medici gettarono solo le fondamenta: con il passaggio del potere ai Lorena il parco assunse sempre di più la funzione di luogo di svago.

Fu alla fine del settecento, con l’architetto Giuseppe Manetti, che le Cascine hanno assunto quasi l’aspetto attuale. Prima Ferdinando II e poi il Granduca Pietro Leopoldo vollero la maggior parte degli interventi. Sopratutto il secondo fece costruire la Palazzina Reale, oggi sede della Facoltà di Agraria.

Le Cascine di Firenze furono finalmente aperte al pubblico agli inizi dell’ottocento, grazie alla sorella di Napoleone: Elisa Bonaparte Baciocchi. Nel 1869 il Comune di Firenze acquisì il parco e lo fece restaurare da Felice Francolini.

Il parco tra indiani e poeti

“Oh tu selvaggio vento dell’Ovest, respiro dell’essenza dell’autunno,
tu, dalla cui invisibile presenza le foglie morte
sono trascinate, come spettri in fuga da un incantatore”.

cascine di firenze

Questo è l’inizio di Ode al Vento dell’Ovest di Percy Bisshe Shelley. Furono proprio le Cascine, in particolare la fontana di Narciso,  ad ispirare forse la più bella opera del poeta inglese.

Lì accanto si trova anche la piramide delle Cascine. Questa era una ghiacciaia utilizzata per conservare la neve raccolta nei mesi invernali per fare sorbetti e gelati durante l’estate. Inoltre le ghiacciaie erano gli antenati dei frigoriferi: vi si praticavano piccole gallerie dove conservare carni, vini, frutta e così via.

All’estremo lato ovest del parco delle Cascine si trova il monumento all’Indiano. Questo raffigura il principe Rajaram Chuttraputti di Kolhapur che, durante un viaggio di ritorno dall’Inghilterra, venne colto da un malore a Firenze, dove morì.

Così dopo il rito indù, che vuole la salma del defunto arsa alla confluenza di due fiumi, in questo caso l’Arno e il Mugnone, fu eretto questo monumento con il busto del reale indiano.

Non solo erba e alberi

Oggi il Parco delle Cascine è il luogo di ritrovo di fiorentini e non in tutte le stagioni. La Facoltà d’Agraria, il Maggio Fiorentino e anche il Tiro a Segno Nazionale si trovano al suo interno.

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Inoltre ogni anno ci sono molti eventi, tra cui la Festa del Grillo. Quest’ultima è stata sempre celebrata da quando è stato aperto il parco. Sulla nascita ci sono due filosofie: una sostiene che la festa fosse in onore del grillo quale simbolo della primavera. L’altra che l’insetto fosse nocivo per le campagne e per questo dovevano esserne eliminati in gran numero.

Prima i bambini accompagnati dai genitori dovevano catturare i grilli liberati alle Cascine, poi nel tempo si trovavano i poveri insetti già “ingabbiati”. Ma nel 1999 il Comune di Firenze ha varato una legge a tutela degli animali vietando la vendita dei grilli, ponendo fine all’usanza. Adesso si trovano gabbiette con riproduzioni di grilli in ricordo dei vecchi tempi.

Credit immagini: immagine di copertina – Giuseppe Moscato; Nordicwalkingfirenze.it, Greenpeace Italia, Sandra Martucci