La cosa più strana che potete osservare sulla chiesa di Santa Maria Maggiore

Forse non l’avete mai notata, ma lei “osserva” fiorentini e turisti da oltre 600 anni. Non sapete di chi stiamo parlando? La prossima volta che passate a via de’ Cerretani, aguzzate la vista.

Su via de’ Cerretani, la strada che congiunge la stazione Santa Maria Novella al Duomo, c’è una donna sempre sveglia, giorno e notte. Guardarla dritto negli occhi non è un’impresa facile, ma dopo aver saputo della sua storia, probabilmente non riuscirete a togliervela dalla testa.

C’è chi la conosce come “la testa pietrificata”, per altri è “La Berta”: il suo busto in marmo bianco lo trovate tra le pietre della torre campanaria di Santa Maria Maggiore.

Chiesa di Santa Maria Maggiore, Firenze

Come la “La Berta” sia finita su una delle più antiche chiese fiorentina è ancora oggi un enigma. Una delle leggende più accreditate è legata ad una vicenda di oltre 600 anni fa.

All’epoca la via intitolata alla nobile famiglia fiorentina dei Cerretani, tra le più influenti in città nel XIII secolo, faceva da scenografia a cortei e parate. Un giorno del settembre 1327, l’architetto, scienziato e poeta Cecco d’Ascoli si ritrovò ad attraversarla in catene, tra due ali di folla pronta ad assistere alla sua esecuzione.

Accusato di stregoneria, era infatti destinato al rogo e procedeva lungo la via implorando dell’acqua. Secondo una credenza del periodo però, tramite l’acqua maghi e alchimisti avrebbero acquisito poteri demoniaci: in altre parole Cecco bevendo si sarebbe salvato da fine certa.

Il Busto di marmo sulla chiesa di Santa Maria Maggiore

Una passante – o il prete di Santa Maria Maggiore secondo un’altra versione – gli avrebbero negato di bere, al grido “Se bevi, non brucerai più!”. In risposta a tali parole, Cecco le avrebbe lanciato una maledizione “E tu, non leverai più la testa di lì!”, causa dell’immediata trasformazione in marmo della donna.

La Berta tuttavia, con i suoi tratti di epoca tardo romana, secondo altre versioni potrebbe anche essere stata un’erbivendola del quartiere che, avendo regalato alla chiesa una campana, si sarebbe guadagnata un posto d’onore lungo la via. Qualsiasi sia la verità, alzare gli occhi al cielo e osservarla è d’obbligo. E voi cosa pensate di questa storia?

 

credits foto in evidenza: www.arte.it

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