Il Bike Sharing sbarca a Firenze: 3 cose da sapere

Alla fine di Dicembre il bike sharing sbarcherà a Firenze, in particolare nella zona dell’Oltrarno. Ecco alcune cose da sapere su questa pratica.

L’invenzione e la filosofia

Anche a Firenze (finalmente) arriva uno degli strumenti di mobilità sostenibile più diffusi al mondo, il bike sharing. Inventato ufficialmente nel 1989 da  Pedro Kanof, ingegnere argentino residente a Washington, nel giro di pochi anni ha spopolato in tutto il globo, particolarmente nel centro-nord Europa.

La filosofia base del bike sharing, per chi non lo sapesse, è insieme semplice e funzionale: un servizio pubblico per la condivisione di biciclette, dislocate in vari punti chiave della città. Un way to go ecologico e ad impatto zero, naturale prolungamento su due ruote dei tradizionali mezzi di trasporto pubblico cittadino.

Il funzionamento e la diffusione in Europa

Bike sharing a Parigi

Diverse le varianti sviluppate negli anni per questo sistema. La più diffusa (e imitata) è quella in voga a Parigi e in moltissimi centri della Scandinavia e del Benelux: partnership pubblico/private permettono la fruizione pubblica di migliaia di biciclette in città – previa registrazione, e tracciate con tecnologia RFID per evitare gli sgradevolissimi furti – in cambio di uno spazio pubblicitario su quest’ultime. Con diverse fasce orarie di utilizzo e costo.

 Il bike sharing a Firenze

Qui, entra in gioco Firenze: la Giunta ha appena approvato il piano degli impianti pubblicitari, a cui è legata a doppio filo la gara del bike sharing fiorentino. Le opere per la rete di bici pubbliche – mutuate sullo stile parigino – partiranno alla fine di dicembre. In primis, sarà interessata la zona dell’Oltrarno.

In concreto: arriveranno 50 stazioni dove prendere le biciclette e dove riconsegnarle, 13 di queste saranno collocate in Oltrarno, ad una distanza di circa 300 metri l’una dall’altra: da piazza del Carmine a piazza Pitti, passando per piazza Frescobaldi e piazza Tasso; fino a piazza Santo Spirito. Inoltre, il progetto prevede 150 nuove colonnine elettriche, che saranno installate in città per incoraggiare l’utilizzo e la diffusione di mezzi green (se così si può dire).

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