I segreti del colle di Settignano in 4 cose da scoprire

Settignano è uno dei colli più affascinanti di Firenze. Un piccolo borgo che nasconde storie e curiosità: tra D’Annunzio, Mark Twain, Litfiba, terrazze panoramiche e Macchiaioli.

Concedersi una camminata o un pomeriggio di relax al di fuori delle vie più inflazionate è una scelta un po’ anticonformista che può regalare piacevoli sorprese. È il caso di Settignano: borghetto adagiato sopra Campo di Marte, “vicino di collina” del più celebre Fiesole e che merita una visita a sé. In quattro cose da scoprire: mini guida en plein air al colle di D’Annunzio e della new wave fiorentina.

Il Colle dei Macchiaioli

settignano - telemaco signorini

Forse non tutti sanno che Settignano è stato set privilegiato per uno dei più importanti artisti della corrente dei Macchiaioli – che si formò al Caffè Michelangelo attorno al 1855-60 – ovvero, Telemaco Signorini. Artista che più di tutti ha legato nome e opere al colle fiorentino, lasciando creazioni e testimonianze fedeli di una Firenze retrò che si apprestava ad entrare nel secolo breve, il ‘900.

Oggi come allora alcuni scorci rimangono intatti nel loro fascino, pur essendo mutati (ma non troppo) nella forma: dalla piazza centrale alle strade interne, fino ai campi che circondano il borgo. Un piccolo tour dal sapore vintage nella Settignano che fu. Alla ricerca della macchia perduta.

D’Annunzio in love & Mark Twain

Un colle che unisce due grandi letterati con storie opposte: Gabriele D’Annunzio e Mark Twain. Nel 1898 un D’Annunzio in love si trasferì a Settignano, cercando così di avvicinarsi il più possibile alla storica amante: l’attrice Eleonora Duse.

Il poeta affittò la Villa della Capponcina trasformandola in un tempio dall’estetica decadente. Una reggia degna della “vita di un signore rinascimentale”. O almeno, così la (auto)definì il buon Gabriele.

settignano

Pochi anni prima (1892-93) fu Mark Twain, tra i più grandi letterati della storia americana, a trasferirsi a Settignano. Stregato dalla vista, scelse la panoramica Villa Viviani – sulla salita, a poche curve dalla piazza di Settignano – quale luogo ideale per la vita e l’appartato lavoro dello scrittore.

Rimase un anno, scrivendo un romanzo che non passerà alla storia (Wilson lo Zuccone). Altro luogo che affascinò lo scrittore statunitense fu la bellissima Villa Gamberaia.

Terrazza con vista

Stavolta lasciamo da parte grandi letterati e scrittori, concentrandoci su un luogo più nascosto di altri: la Terrazza di Settignano. Se molti sono i luoghi panoramici che permettono una vista privilegiata su Firenze, questo probabilmente non è tra i più conosciuti. Nonostante ciò, è una tappa obbligatoria per chi si trovasse a passeggio sul colle in una giornata di primavera.

settignano

Posta su un dislivello rispetto alla piazza centrale e avvolta da cipressi, la Terrazza offre una vista aperta su Firenze e sulle colline intorno. Luogo di passaggio di coppiette in cerca di romanticismo, compagnie, forche liceali o semplici curiosi rimane a tutti gli effetti uno dei simboli di Settignano.

Il tempio pop della New Wave

Nella piazza centrale merita una menzione a parte la Casa del Popolo di Settignano. Conosciuta da molti reduci degli anni ’80 e ’90 anche come Rokkoteca Brighton, fu uno dei templi della new wave durante il decennio degli anni ottanta.

Qua dentro, tra gli altri, debuttarono live i Litfiba e si susseguirono tutte le band di peso della scena alternative fiorentina (Diaframma, Neon). Un bar con una grande sala che porta ancora i segni dei tempi che furono.

SETTIGNANO

Caratterizzata anche da un’ampia terrazza con vista sulle colline, è tuttora uno dei centri culturali più attivi fuori dal centro cittadino con serate dedicate a cinema, concerti e fotografia. L’angolo di Settignano fra tradizione e modernità fiorentina, con un dna dark.

Credits foto: immagine di copertina Mitch Howard; vista panoramica Simone Batistoni

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