Dal Calcio storico in poi. 5 giochi della Firenze che fu

Firenze raccontata attraverso cinque giochi che hanno fatto storia: ecco gli aspetti più ludici legati al divertimento popolare.

Pane e feste tengon il popolo quieto, dice un vecchio detto. Di feste e giochi la storia di Firenze ne è piena. Vi proponiamo un viaggio tra i campi da gioco, alla scoperta  dei divertimenti sportivi più in voga durante il passare dei secoli. Non potevamo che iniziare da quello più famoso.

Il Calcio storico fiorentino

Sudore, forza e passione. L’unico gioco della tradizione che ancora si pratica regolarmente e che ha un grandissimo seguito. Le tre partite del Calcio storico fiorentino si giocano a giugno, in piazza Santa Croce, in occasione dei festeggiamenti del patrono della città.

È calcio anche nome di un gioco, proprio e antico della città di Firenze, e guisa di battaglia ordinato, con una palla a vento, rassomigliantesi alla sferomachia, passato da’ Greci a’ Latini e da’ Latini a Noi. In questo modo il vocabolario dell’Accademia della Crusca definisce il calcio.

Il gioco del pallone

La palla c’è, ma non stiamo parlando di calcio. Le origini di questo gioco risalgono al tempo di Greci e Romani. C’erano due squadre alle estremità del campo, detto sferisterio. Si lanciava la palla di cuoio che doveva essere presa al volo o dopo una sola battuta a terra.

Si colpiva la palla con il pugno libero, più tardi si iniziò ad usare un bracciale in legno per proteggere la mano e l’avambraccio (da qui prenderà il nome di: gioco del pallone al bracciale).  Si giocava per strada, nelle piazze e lungo le mura.

Il gioco era diffusissimo e molti furono i bandi che cercarono di proibirlo perché giudicato pericoloso. Nel 1891 venne costruito uno sferisterio chiuso fuori da Porta alla Croce e due anni dopo uno all’aperto nel parco delle Cascine. Da qualche decennio, il gioco al pallone non si pratica più.

Il palio dei cocchi

Era il 23 giugno del 1563, vigilia di San Giovanni, quando il Duca Cosimo I de’ Medici istituì il palio dei cocchi. Luogo scelto per la corsa: piazza di Santa Maria Novella.

Due piramidi di legno segnalavano i punti delle curve, sostituite poi dalle attuali in marmo. C’erano 4 cocchi (carri) di legno: verde, azzurro, rosso e bianco, ognuno tirato da due cavalli. Con tre giri ellittici intorno alle piramidi, la corsa terminava al punto di partenza. Il premio del vincitore era un palio (drappo) di velluto.

Dal 1858 la corsa non si organizza più. Per due volte si cercò di riavviare il palio, nel 1902 e nel 1935, purtroppo senza seguito.

La Giostra del Saracino

Si correva in passato anche a Firenze, oggi si tiene ad Arezzo e Sarteano. Il campo era detto lizza e nel terreno veniva conficcato un pilastro con il busto di un guerriero moro dalle sembianze di saraceno.

La lotta era tra il cavaliere cristiano ed il suo bersaglio, l’infedele saraceno. Si giocava ovunque, ma tra il Seicento ed il Settecento Piazza della Signoria fu scelta come piazza da gioco preferita. Fino ad allora la giostra continuò a giocarsi, poi cadde in disuso.

Il palio dei berberi

Un altro palio, stavolta corso da cavalli, si svolgeva durante i festeggiamenti di San Giovanni.

Il cosiddetto palio dei berberi (cavalli da corsa di razza araba) risale a tempi antichi. Il Sommo Poeta lo ricorda nel suo Paradiso con queste parole: “…io nacqui in quel loco / dove si truova pria l’ultimo sesto / da quei che corre il vostro annual gioco“. L’ultima corsa risale al 1858.

Del palio resta il modo di dire “correre come un berbero“.

Sisalwincity Firenze

chevron_left
chevron_right