Firenze d’ordinaria follia: le 4 strade che ti fanno imprecare contro il traffico

Firenze e il traffico, Firenze e la mobilità: un rapporto conflittuale dall’origine ancestrale. Che a volte sfocia in veri e propri incubi urbani alla Taxi Driver.

Sono le ore 8 e devi arrivare assolutamente in ufficio entro una manciata di minuti. Tranquillo, non ce la farai. Almeno che non tiri fuori lo stuntman che è in te, la scienza esatta dell’ingorgo fiorentino ti remerà contro: una legge di Murphy che aleggia costantemente sulla città e che puntualmente si materializza in zone e fasce orarie note.

Insofferenza da stress? Cliché fiorentino? Disagio reale? O peccato atavico da espiare? Forse un po’ di tutto questo. Abbiamo chiesto ai nostri lettori ed ecco i quattro snodi cittadini più votati. Quelli che ti faranno imprecare nel traffico come un novello Michael Douglas: stavolta in una Firenze di Ordinaria Follia.

Ponte all’Indiano

Per gli habitué che non perdono mai l’ironia, è The Indian Bridge: un luogo dell’anima (e del giramento di altri organi). Qualche visionario lo ha chiamato “l’America tra Brozzi e Scandicci”, del Golden Gate di San Francisco porta i colori e una vaga somiglianza.

Per il resto Ponte all’Indiano è l’incubo materializzato di ogni lavoratore, studente, appuntamento in città, marito, amante che voglia spostarsi su quattro ruote da nord verso Firenze.

POnte_indiano

Conglomerato d’attese e false speranze, facce tirate, clacson in audio dolby surrounded 5.1, sgassate ad ogni minimo spostamento e precedenze da dare a 100 km/h che nemmeno in Deathproof. Insomma, un bagno di caos per iniziare in relax la tua giornata. Fosse una canzone, sarebbe Crosstown Traffic di Jimi Hendrix.

Ponte alla Vittoria

Inutile girarci troppo intorno: è (forse) il punto più controverso e odiato dagli automobilisti fiorentini. L’intera zona che si estende da Piazza Gaddi, Ponte alla Vittoria fino a Porta al Prato è un’infernale e semi-perenne coda che si snoda come un serpentone. Senza strisciare, ma inchiodando di quando in quando. A ritmo lento.

Rotonda di ponte alla Vittoria a Firenze 

Puoi calcolare con precisione maniacale e allenamento fantozziano il tuo tempo di spostamento, ma quei semafori in fila sotto l’antica Porta o quella rotonda all’imbocco del ponte che pare strutturata come un nastro di Moebius – solo per farti girare a vuoto – ti daranno il caldo benvenuto nel più celebre degli ingorghi cittadini: il passaggio all’età adulta per ogni automobilista fiorentino. Fosse un film, sarebbe Strade Perdute di David Lynch.

Viale Amendola e oltre

Galeotto fu il ponte. Ecco un altro crocevia perennemente ingolfato, un evergreen del ritardo e conseguenti scocciature: da piazza Ferrucci a Piazza Beccaria e oltre, fino a Piazzale Donatello e Piazza della Libertà.

Sono i viali: la combo fatale ed obbligata per moltissimi fiorentini. Qui mettiti l’anima in pace: passerai, prima o poi. Se saprai districarti tra lavori, semafori ingannevoli, sguardi persi verso l’Arno e manovre alla Ayrton Senna.

Oppure sei tra quelli che potrà cercare scorciatoie verso l’ignoto: strade secondarie che ti porteranno in collina e magicamente, dopo tre autovelox e mezzo serbatoio consegnato ai posteri, a scendere dall’altra parte della città. Modalità: Drive, corsa contro il tempo.

Fortezza Da Basso

Che tu viaggi in direzione sud o nord, da queste parti, poco cambia: sei appena uscito da lavoro o da una giornata di studio e vuoi soltanto tornare a casa – come il protagonista di Fuori Orario – ma scorgi la Fortezza.

E la situazione si fa seria. Precipita. È qui – nel mezzo del quadrilatero horror che va da viale Belfiore fino a viale Strozzi e viale Fratelli Rosselli – che si materializzano le angosce recondite e gli imprechi di boccacciana memoria di ogni automobilista fiorentino in coda.

Fortezza da Basso di Firenze, traffico a Firenze

Cambi di corsia repentini come Scilipoti cambierebbe scranno, motorini che si infilano in corridoi impensabili in un Tetris su due ruote, macchine bloccate, facce rassegnate, scorciatoie fantasy e malcelata impazienza. Firenze – nelle ore di punta – si lascia andare agli istinti di sopravvivenza.

Benvenuti alla Fortezza. Mean Streets: domenica in chiesa, lunedì all’inferno.

Insomma: sarà banale, sarà uno stereotipo fiorentino, sarà un problema strutturale di Firenze, sarà un malcostume cittadino. Una risposta univoca non c’è. Ma ogni giorno per i fiorentini, su questi quattro snodi, rischia di mutare in un giorno d’ordinaria follia.

Sperando che la reazione scaturita non sia l’odissea violenta in stile Michael Douglas. Consigli? In certi casi un buona compilation in macchina può aiutarti. Oltre ad un oceano di pazienza, ovviamente.

Photo credits: immagine in evidenza – Matteo Batazzi; Ponte all’Indiano – Aldoaldoz; Piazza Gaddi – Freepenguin; piazza Beccaria – Saiko.