Firenze afrodisiaca. Un tour del vino tra le mura cittadine

Il nettare degli Dei protagonista di un itinerario tra le vie della città. Curiosità, storia e buon gusto creano insieme un unico aroma.

I “Tabernacoli del Vino”

Lo scrittore Ernest Hemingway ha detto: Il vino è uno dei maggiori segni di civilità del mondo”. A Firenze il segno è rimasto più indelebile che altrove. Per le vie del centro vi sarete imbattuti in alcune porticine al piano terra dei palazzi nobiliari fiorentini. Piccole buchette di una quarantina di centimetri, chiuse da uno sportello di legno, sono anche dette tabernacoli del vino.

Furono l’invenzione delle famiglie nobili del ‘500 che da lì vendevano il vino direttamente per strada.  Alcune murate, altre con lapidi che riportano gli antichi orari di apertura, le troverete nel palazzo dello Strozzino, in Piazza degli Strozzi, in Via Dante, in Via delle Belle Donne o in Borgo Pinti. Aguzzate la vista.

Vigna: un nome, un perché

In città anche i nomi delle strade ci ricordano il terreno usato per la viticoltura: via della Vigna Vecchia, via della Vigna Nuova, viuzzo delle Vigne.

La vigna vecchia era quella dei monaci della badia fiorentina, quella nuova faceva invece capo ai religiosi di San Pancrazio ed è oggi la via degli stilisti, quasi continuazione di Via de’ Tornabuoni. Ed ancora il viuzzo delle Vigne e via Vinegia, dietro Palazzo Vecchio, che deve il nome alla mescita di vino di un’antica locanda. Poco lontano da Via Vinegia, in Via de’ Neri, fermatevi per un gottino all’Antico Vinaio.

I nomi della tradizione: Antinori Vs Frescobaldi

La Toscana è la patria del vino più famoso al mondo, il Chianti. A Firenze, due famiglie nobiliari  si contendono da sempre il titolo di miglior produttore della regione: gli Antinori ed i Frescobaldi. Due nomi, due tradizioni, due enoteche.

La Cantinetta Antinori, nel palazzo dell’omonima piazza ed il Frescobaldi Wine Bar, in via de’ Magazzini. Oltre ai due grandi nomi della storia fiorentina del vino, in ogni angolo della città si trovano enoteche e vinaini, dove si degusta ottimo vino e si assaporano i prodotti tipici della zona. Da nominare assolutamente la famosissima Enoteca Pinchiorri, in via Ghibellina, dove gusto fa rima con eccellenza.

Sulle tracce di Bacco, Dio del Vino

Bacco, il dio del vizio vermiglio. In città la sua immagine ritorna. Nel Giardino di Boboli c’è la Fontana del Bacchino: il nano Morgante è qui scolpito nei panni del prestante dio. Ancora sull’altra sponda dell’Arno, in Borgo San Jacopo, una copia in bronzo del giovane ubriaco trionfa in una nicchia, snello ed elegante.

Michelangelo Merisi, in arte Caravaggio, è l’autore del dipinto su tela alla Galleria degli Uffizi. Anche l’artista che “tutto sa e tutto puote” , Michelangelo Buonarroti, scolpisce una versione dell’ebbro dio pagano, oggi al Museo Nazionale del Bargello. Fate due passi, fino a Via dei Cimatori, e terminate la passeggiata deliziandovi il palato all’antica vineria “I due fratellini” dal 1875.

Credit foto copertina: www.turismo.intoscana.it 

 

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