Estate a San Salvi. C’era una volta il manicomio

Il 13, 14 e 16 Agosto l’ex ospedale psichiatrico di Firenze diventa un palcoscenico itinerante. Claudio Ascoli e la compagnia Chille de la Balanza tornano con lo spettacolo che racconta l’ex manicomio fiorentino.

Una passeggiata particolare, uno spettacolo itinerante alla scoperta di San Salvi, l’ex manicomio fiorentino. Per la quattordicesima edizione di Estate a San Salvi, Claudio Ascoli e la compagnia teatrale Chille de la Balanza ripropongono una rappresentazione che si ripete ormai da dodici anni, vantando all’attivo 500 repliche e 30.000 spettatori.

Nei suggestivi spazi dell’ex ospedale psichiatrico fiorentino, gli attori guideranno il pubblico alla scoperta di questi luoghi e delle storie che vi si nascondono. Facendo toccare con mano una realtà troppo spesso dimenticata.

A oltre trent’anni dall’approvazione della Legge Basaglia, che a partire dal 1978 impose la chiusura dei manicomi in Italia, il gioco teatrale di Chille de la Balanza spinge nuovamente a riflettere su questi temi, offrendo inoltre un’occasione imperdibile per conoscere l’antico complesso fiorentino.

Costruito nel 1890 dall’architetto Giacomo Roster, l’ospedale di San Salvi è una vera e propia cittadella, che si estende su 32 ettari per un totale di 20 padiglioni.

Un luogo creato per «dare ordine alle menti disordinate», dove furono rinchiuse fino a 4.000 persone in condizioni disumane, tra cui il poeta toscano Dino Campana.

Fu uno scioccante reportage dei fotografi Carla Cerati e Gianni Berengo Gardin che nel 1968 fece conoscere al mondo la situazione di San Salvi: immagini crude, dal disarmante realismo, momenti scioccanti che vengono immortalati da un bianco e nero fatto di poche luci e molte ombre.

Scatti da vicino, che ritraggono la sofferenza di uomini e donne incarcerati e umiliati. La perdita dell’umanità raccontata senza filtri e che non ha bisogno di parole.

Claudio Ascoli e la compagnia Chille de la Balanza tornano così in questi luoghi, scegliendo di raccontarli con la forza di un teatro che è soprattutto coinvolgimento e affabulazione.

L’azione teatrale diviene allora un mezzo per scuotere e sconvolgere lo spettatore, ottenendone la partecipazione incondizionata. Traformando San Salvi in una vera città aperta.

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