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Design a Firenze? Fattelo! Storia di Antonio Scribano e del crowdfunding

Cos’è il crowdfunding? Come si fa una lampada da un cartone per pizza? Ma sopratutto, che cos’è il design? Ce lo racconta un giovane designer 2.0

Abbiamo fatto una chiacchierata con Antonio Scribano, uno dei designer fondatori di Fattelo, un progetto di successo sbocciato in rete.
La LAMP01, il loro primo prodotto, è una lampada che si può costruire a casa con del semplice cartone seguendo il progetto che è possibile scaricare dal sito Fattelo. Se si vuole, invece di dare sfogo alle proprie mani, si può comprare la lampada già completa di led e tutto il resto.

design, Antonio Scribano, ISIA Firenze

Antonio è un fuorisede ragusano, arrivato a Firenze 10 anni fa per studiare architettura, che poi ha scoperto il disegno industriale: comunemente detto design. Ha fatto la triennale all’ora nato Design Campus di Calenzano dell’Università di Firenze e la specializzazione all’ISIA Firenze.

Nella città fiorentina ha fatto la vera vita del fuorisede: è passato da Piazza Santa Croce a Piazza Sant’Ambrogio: “per ovvi motivi d’età”. Passa dalla Festa delle Cascine ai centri sociali per cui nutre un po’ di affetto:”Sono posti dove puoi portarti da bere da casa, dove se vuoi non puoi pagare. Posti dove il business è messo da parte. A Ragusa, la mia città, non esistono centri sociali.”

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Antonio ci racconta che a Firenze si è trovato bene: c’è movimento, eventi (anche se solo per i grandi nomi nell’ultimo periodo) e molti stranieri:”Ero abituato a Ragusa dove per 18 anni ho visto quasi esclusivamente altri ragusani e per arrivare a Palermo ci vogliono 6 ore.” Però ci confessa che la città è piuttosto cara, sopratutto per uno studente e che ha pochi amici fiorentini, perché non sembrano essere molto aperti agli “stranieri” e fanno branco.

Comunque grazie alle istituzioni toscane e alle associazioni di categoria dell’artigianato è riuscito a sviluppare le sue capacità professionali:”In Toscana questo settore sta subendo la crisi, ma allo stesso tempo è pieno di giovani che mi hanno permesso di imparare: andare in Giappone con la Regione Toscana, e di lavorare.” Ciò su cui si rivela più titubante sono i concorsi pubblici; scritti in maniera istituzionale e complicata, ci dice: “Sembrano essere fatti apposta per farti venire il disagio, come si dice a Firenze.”

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Antonio ci racconta che comunque è difficile fare design in Italia, nonostante il nostro DNA ne sia intriso. Il disegno industriale è percepito come la moda con la M maiuscola: un prodotto carino, qualche volta utile, ma da buttare via quando cambia la tendenza. “E’ vero che è stato così per un periodo, ma adesso è cambiato: è di nuovo il vero progetto che analizza tutto, dalla situazione sociale all’ecologia del proprio oggetto.”

Tutto questo è stato possibile solo grazie ad internet. Sulla rete i ragazzi di Fattelo hanno potuto testare il prodotto, vedere se alle persone interessava davvero. Infine hanno lanciato un crowdfunding, dall’inglese folla e finanziamento. Un processo dove si invitano le persone a finanziare l’idea di un progetto e, se tutto va a buon fine, i finanziatori potranno ricevere qualche bonus all’acquisto o un omaggio.

In Italia questa potrebbe diventare un’ottima modalità di finanziamento proprio perché spesso i giovani hanno molti progetti, ma hanno bisogno di un kickstarter -un calcio d’inizio- che gli permetta almeno di provarci. Proprio grazie a Eppela, il portale italiano del crowdfunding, Fattelo è stato uno dei primi progetti ad usufruire di questa possibilità: traendone fortuna.

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