Dall’Isolotto a Lastra a Signa alla scoperta della riva sinistra dell’Arno

Partendo da Ponte Vecchio, da San Frediano o dal cuore popolare dell’Isolotto, si percorre la riva e il tessuto urbano che porta al parco fluviale di Lastra a Signa.

Riva sinistra fiume Arno

A destra c’è la città antica e il Parco delle Cascine, futura Yellowstone urbana. Ancor prima le campagne della Valdisieve. Spostando lo sguardo e i piedi a sinistra si scopre un altro itinerario. Un percorso facile anche d’inverno, da fare a piedi o in bici, meglio se armati di macchina fotografica, per sentire l’architettura umana lasciare posto alle campagne, ai borghi che resistono all’assedio di autostrade e infrastrutture, al fiume che si riprende il suo spazio.

Lasciato l’Isolotto, si procede verso i pozzi di Mantignano e l’acquedotto sino ad arrivare ad Ugnano, mix di recente e di antico, dove si può visitare il nuovo canile e la Chiesa di Santo Stefano, distrutta durante la seconda guerra mondiale e ricostruita in maniera perfetta. Ugnano è l’esempio di borgo rurale, offeso dallo sviluppo caotico degli anni 60 e 70 ma ancora teneramente generoso di angoli suggestivi lungo il fiume e lungo le strade.

Sud Ovest Arno

Percorrendo ancora la riva sinistra, si passa sotto l’autostrada rumorosa, una location perfetta per foto metafisiche o quasi e si arriva a Badia a Settimo, sorella gemella di San Donnino dall’altra parte del fiume. Anche qui la passeggiata diventa fotografica ma anche riflessiva sul contendersi del territorio tra campagne, natura selvatica, zone industriali e presenze storiche e religiose come appunto la Badia.

E’ dunque questo un percorso in cui il moderno e spesso lo sconcio dell’industrializzazione feriscono lo sguardo del camminatore naturalista ma stimolano il trekking digitale e l’attenzione a quei dettagli storici ed ecologici che fieramente sopravvivono. Lasciati i due borghi, il sud-ovest fiorentino piega verso Lastra a Signa e lo splendido parco fluviale, bello in qualunque stagione. Presenze botaniche e uccelli si affollano allo sguardo nei quasi 20 ettari.

Se ve la sentite di lasciare il fiume, potete scoprire l’abitato di Lastra a Signa, senza puzza sotto il naso: il paese è bello, interessante e si mangia bene e a prezzi inferiori che a Firenze città. Se non avete forza, andate alla futuristica stazione sospesa e fatevi portare in treno sino a Porta al Prato

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