Da Pian del Mugnone al Parco mediceo di Pratolino

Dalla città frenetica si segue il Mugnone, torrente incassato dall’urbanizzazione del secolo scorso, per arrivare alla Villa Demidoff nel parco di Pratolino.

Da qualunque luogo della città partiate a piedi la direzione è quella verso le Cure e verso via Faentina, seguendo il Mugnone all’incontrario. Il torrente, un tempo pescoso e turbolento affluente dell’Arno, si getta in Arno, sotto al Ponte all’Indiano e da qui potrebbe partire l’escursione. Si risale lungo quello che è una sorta di museo della espansione edilizia fiorentina, attraversando alcune delle vie più affollate, sfiorando i binari, arrivando al quartiere delle Cure e imboccando decisi la Faentina in direzione di Pian del Mugnone.

Qui se volete rendere più corta e meno faticosa l’escursione, ci potete arrivare in treno o con il bus 21 che ha in suo capolinea in Via Pacinotti, tra Viale dei Mille e Viale Volta. Pian del Mugnone, è un bel borgo indeciso tra essere periferia e campagna, ma che offre bar, osterie, negozi di alimentari e una prima sosta.

Pratolino

A questo punta si dimentica il traffico alle spalle e superato Pian del Mugnone, sulla sinistra ci si infila in Via di Mimmole. La campagna inizia a incombere e a questo punto lasciamo anche il fido Mugnone che ci ha accompagnati sino ad ora, infilandoci in una stradina ancora più stretta e sempre più suggestiva, via di Basciano. Qui troviamo una sterrata con le chiare indicazioni verso le Case di Basciano.

In un ora di piacevole cammino in salita, tra ripidi tornanti ci troviamo immersi nella vegetazione cupa di questo territorio semisconosciuto, in quanto privo di presidi storici o religiosi importanti. Ci si ritrova in un vero e proprio bosco transitabile, piacevole e già in parte fiorito in questo inizio di marzo. Si prosegue per via delle Serre, sempre circondati da ogni specie di latifoglie. Vi accorgerete che state per arrivare ai confini del Parco di Pratolino, quando le quercie prenderanno il sopravvento, quando incontrerete Casa Bargiacchi e superate il torrente Mugnoncello.

Dai muri in parte franati, potete già sbirciare nel parco, sino ad arrivare dopo un giro di altri 45 minuti alla graziosa chiesetta di San Jacopo a Festigliano. Si prosegue in direzione Fattoria Vecchia e Bivigliano, sino ad arrivare al borgo di Pratolino, dove troverete l’accesso al Parco che vi aspetta con il suo festival di monumenti botanici ed architettonici.

Appennino

Aperto sabato e domenica dalle 10.00 alle 19.00, il parco e la Villa furono realizzato nella seconda metà del Rinascimento, quando il Granduca Francesco dei Medici, fece realizzare un luogo da fiaba per l’amata Bianca Cappello, da Bernardo Buontalenti.

Oggi oltre alla famosa statua dell’Appennino, vi potete godere le grotte segrete, i fitti alberi, e uno splendido parco dove godervi il sole.