Claudio Nardi e la sua casa-studio fiorentina

Claudio Nardi è uno dei più attenti e sensibili architetti fiorentini e ci apre le porte della sua casa-studio fiorentina, laboratorio ed esempio del suo linguaggio architettonico.

Per essere l’architetto che ha progettato una delle icone del fashion contemporaneo, quel Luisaviaroma conosciuto in tutto il mondo, fucina e laboratorio di tendenze innovative, Claudio Nardi, quando lo incontri, ti disorienta: una persona pacata, sobria e gentile, anni luce lontano da certi stereotipi tutto style & glamour che ci verrebbe da associare a certi progetti architettonici pubblicati sulle riviste di mezzo mondo.

Che si tratti del progetto del nuovo Museo di Arte Contemporanea della città di Cracovia, in Polonia, o di un progetto di interni per un punto vendita di una griffe di alta moda, l’attenzione al tema della trasformazione, al rapporto fra innovazione e preesistenza, permette a Nardi di dare vita a progetti immediatamente riconoscibili sia in termini di comunicazione che di esperienza umana.

La sua casa-studio ne è la rappresentazione forse più immediata: un vecchio volume industriale degli anni ’30, come tanti a Firenze, chiuso al centro di un isolato ottocentesco. Nardi lo ha trasformato al suo interno ma non stravolto, non ha distrutto la memoria del luogo per realizzare qualcosa di nuovo ma si è confrontato con essa.

Le grandi capriate in cemento armato sono ancora lì a scandire li spazi che si susseguono su più livelli. Da opificio industriale questo è divenuto un opificio di idee, di cultura, dove la funzionalità niente toglie alla vivibilità e alla dimensione umana, in senso lato, degli spazi.

Pareti dipinte con colori chiari, dal bianco al grigio caldo, acciaio, legno, vetro, cemento sono elementi che personalizzano lo spazio. L’attenzione al particolare, che sia elemento architettonico, il tipo di arredo (in gran parte vintage) o il quadro alla parete, non fa che sottolineare ulteriormente l’intimità di un luogo che pur essendo pubblico in quanto luogo di lavoro, si relaziona con coloro che lo vivono quotidianamente, in modo domestico, personale, quasi fosse un vecchio amico.

A settembre una rivista di architettura, AND, fiorentina come Nardi, dedicherà a questo maestro degli opposti il nuovo numero e sarà l’occasione per (ri)scoprire in questa città, sempre più architettonicamente confusa, la vera Architettura senza andare a scomodare archistar lontane.