Belli o brutti? Grandi progetti mai realizzati a Firenze

Pensiline, scale mobili e super-parchi fluviali: progetti futuristici oppure orrori architettonici? Ecco come poteva diventare la città e come invece è restata.

Firenze ha da sempre un rapporto conflittuale con l’architettura contemporanea e il rinnovamento urbano. Secondo alcuni è colpa del forte legame con la storia passata, secondo altri è colpa della scarsa qualità e “fiorentinità” delle proposte, nella realtà spesso le ragioni di queste mancate realizzazioni sono politiche ed economiche. Ecco le più discusse.

Pensilina di Isozaki

Era il 1998 quando il giapponese Arata Isozaki, vinse il concorso internazionale per la realizzazione della nuova uscita degli Uffizi che si trova fra il retro dell’edificio vasariano e via dei Castellani.

Isozaki progettò un grande spazio coperto, secondo lo schema architettonico delle rinascimentali logge fiorentine (Loggia dei Lanzi e Loggia del Grano, per citare le più vicine), luoghi di incontro e di vita e, in questo caso, anche tramite fra la città ed il museo.

Una grande struttura in acciaio, alta 24 metri, rivestita in pietra serena e al centro dello spazio 4 statue su basamento. Vittorio Sgarbi, il primo a scagliarsi contro il progetto, lo definì senza mezzi termini un orrore. Un progetto sicuramente provocatorio, al pari della famosa piramide di vetro del Louvre, che dopo 15 anni ancora è alla ricerca di una mediazione che possa rendere l’opera accettabile (più o meno) da tutti. Staremo a vedere…

Scale mobili per il Forte Belvedere

Avreste mai pensato di raggiungere Forte Belvedere con delle scale mobili e dei tapis-roulant? Nel 2008 questa ipotesi non sembrava lontana. L’assessore alla cultura dell’epoca, con questo progetto, oltre a quello che prevedeva il recupero e la riapertura della Torre di San Niccolò (avvenuta la scorsa estate) e il recupero della galleria che attraversa l’Arno sotto la pescaia collegando le due sponde, pensava di realizzare il rilancio turistico di San Niccolò.

Furono individuati tre possibili percorsi di salita: i due principali si snodavano lungo le mura, partendo da porta  San Miniato e si differenziavano nel passaggio o meno all’interno del giardino di Palazzo Bardini. Il terzo sarebbe partito da via San Niccolo, da Palazzo Vegni, sede di alcuni dipartimenti di Architettura e avrebbe attraversato sempre il Giardino Bardini.

Se il progetto fosse andato a buon fine oggi per salire al Forte avremmo potuto scegliere fra la comodità della meccanica o il fascino romantico di Costa San Giorgio e Costa dei Magnoli.

Parco lineare del fiume Arno

Sir Richard Rogers è oggi uno dei più grandi architetti viventi. Inglese ma nato a Firenze e fortemente legato da sempre a questa città, nel 1982, su richiesta del Comune, realizzò un progetto di riqualificazione del fiume Arno. Il progetto prevedeva di realizzare lungo le rive del fiume, da Bellariva all’Indiano, una promenade continua su una sponda ed un parco lineare sull’altra.

Il rapporto di Firenze con il fiume Arno è da sempre di amore ed odio: questo progetto, con numerosi accessi lungo il percorso, piccole strutture leggere di servizio, chioschi e pontili, avrebbe permesso ai fiorentini di riavvicinarsi alla riva e vivere nuovamente l’Arno come parte della propria città, lontano dal traffico e dal rumore.

Mercato dei Ciompi in Largo Annigoni

Non esiste persona che almeno una volta non si sia chiesto “Ma qui, cosa ci fanno?”: Largo Annigoni è una non-piazza perché in realtà è il tetto, di 6000 mq (quanto piazza Santa Croce), del parcheggio sottostante.

Un concorso di architettura bandito nel 2006 dal Comune di Firenze, vinto dall’architetto Guido Ferrara con l’architetto Alberto Breschi ed altri, stabilì che qui si dovesse realizzare il nuovo mercatino dei Ciompi trasferendolo dalla sua sede storica, oltre a lasciare il resto dello spazio come “piazza” e nuovo ingresso della adiacente Facoltà di Architettura.

Il concorso per la prima volta seguì anche un percorso di coinvolgimento dell’intero quartiere nella definizione degli obiettivi ma nonostante tutti gli sforzi il progetto vincitore non è mai stato realizzato e se mai lo sarà sappiate che alcune delle premesse principali (come lo spostamento dei Ciompi) sono venute meno. Intanto questa estate i bambini del quartiere avranno ancora la “loro” piazza a disposizione per giocare e correre in bici o con lo skate.