agosto a firenze

Si fa le bolle. 3 luoghi di Firenze dove non dovresti mai passare l’estate

Vivere Firenze d’Agosto può rivelarsi una prova di sopravvivenza estrema: una morsa soffocante fatta di afa, umidità e sudore perpetuo. Soprattutto in certi luoghi della città.

Lo ammetto candidamente, facendo outing: l’argomento non sarà dei più originali, anzi. Un vero e proprio cliché fiorentino che si ripete ogni anno, una sorta di litanìa perenne che fa la sua onesta comparsa dalla fine di maggio alle prime piogge di settembre. È lei, la regina indiscussa di ogni estate fiorentina: l’afa.

Non possiamo farne a meno, le lamentele riguardo il clima estivo fiorentino egemonizzano tutto il resto. E quando penso alle sembianze per descrivere il fenomeno-afa la mia mente va alla nuvola di Fantozzi.

Modalità identiche, effetti opposti: ti tampina come un setter da caccia, ti marca stretto come Facundo Roncaglia e ti aleggia accanto come un fantasma che non può tornarsene nell’aldilà. In un mondo di incertezze sull’afa fiorentina potrai sempre contare: lei, per te, ci sarà sempre. Purtroppo.

Tra le numerose zone di Firenze eccone tre che stanno al refrigerio come i testi dei Finley alla critica sociale. Da queste parti, si fa le bolle!

La fornace di Piazza della Stazione 

agosto a firenze

È il primo approccio per ogni ritorno in città, e nei mesi estivi sa come accoglierti: Piazza della Stazione è la fornace per eccellenza, un intreccio di architettura razionalista, binari, sottopassaggi con miraggi annessi e una folla continua.

Un flusso senza sosta di facce tirate, sudore malcelato e pit-stop fazzoletto ogni 10 passi netti con tanto di sguardo malinconico verso quel prato spelacchiato. Contornato da quella sensazione unica di spossatezza e appiccicaticcio, che ogni fiorentino appena rientrato in città dalle ferie conosce alla perfezione. Bentornato a casa!

La graticola di Piazza Pitti

Palazzo-pitti-Firenze

Beh, Piazza Pitti merita sempre una visita. Il problema, però, si materializza quando quella “camminatina” pomeridiana in centro per smaltire o distrarsi un po’ dalla vista fissa del muro di casa con ventilatore puntato a 7 centimetri dagli zigomi, diventa un’impresa alla Bear Grylls.

Trovarsi nel bel mezzo di Agosto e passare un pomeriggio sul piazzale antistante l’ex reggia dei Medici, è come voler provare sulla propria pelle l’effetto uovo al tegamino. Sadomasochismo da tintarella urbana.

Fortezza da Basso e dintorni

fortezza da basso

Alzi la mano chi non si è mai trovato a disagio, vagando a piedi o in bicicletta, nella zona dei viali. Un must. Quella zona che circonda la Fortezza da Basso per unirla alla stazione è un’unica, grande conca di calore, sbuffi ripetuti e sguardi ingenui rivolti verso l’alto, coltivando l’utopia di una nuvola che non si materializzerà mai ma a cui – comunque – sei disposto a dare una chance.

E invece niente: ti aspetta un abbraccio letale al retrogusto di smog, che cade delicatamente sulla pelle come foglie d’acero in autunno. Sotto questo sole, bello pedalare, sì…ma anche no.

credits foto: Firenze Immaginaria di Claudia Ancillotti (cover) – jacopo patone (SMN) – venividivici.us (palazzo Pitti) – fiscooggi.it (Fortezza da Basso)

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