5 cose che tutti odiano di Firenze

Chiamiamoli luoghi comuni, chiamiamola insofferenza, chiamiamole, se vogliamo, banalità. Fatto sta che ci sono almeno 5 cose di Firenze che a tutti, o quasi, non vanno proprio giù.

Porta al Prato

Non può che essere in pole position. Per tutte le volte che alle ore 8, in ritardo, contiamo i minuti, macché i secondi, senza speranza di farcela, ma corriamo, ugualmente, il percorso in motorino tutto calcolato, oh oh, tutto tranne….quei maledetti semafori di Porta al Prato, quell’unica, lunga ed infernale coda che appesta Firenze.

Ma che deve fare un povero cristo che vuole semplicemente arrivare puntuale a scuola, al lavoro, dal dentista, dall’amante, se non partire mezz’ora prima?

Eau de pish, cioè puzzo di piscio

Ore 23 in Borgo Tegolaio, angolo Piazza Santo Spirito, uscita con le amiche, tutte in tiro, vestitini svolazzanti, tacco 12, aria fresca e capelli al vento. Con occhi sognanti, a spasso verso mete indefinite, i sensi amplificati, ed ecco profumi inebrianti che si confondono con….con?

L’orribile puzzo di piscio, quello dietro i cassonetti, agli angoli delle strade, nei viuzzi più nascosti e non, che oltretutto sarebbero pure perfetti per fermarsi a pomiciare. Che fare, svuotare costosissime boccette di profumo su tutti i marciapiedi della città?

Le odiate ganasce

A proposito, vi è mai capitato di parcheggiare la macchina, di non capire a pieno il cartello che sta proprio sopra la vostra testa “Puoi parcheggiare se sei residente zona AB anzi, E, solo se hai il permesso, ma dalle 8 bomba libera tutti”?

Allora tu esci, ce la metti proprio tutta, mangi, bevi, vuoi dimenticarti persino chi sei, ce la fai così bene che manco ti ricordi dove hai parcheggiato la macchina e poi, sì, eccola, è proprio lei, ce l’hai fatta! E invece no….improvvisamente le tue ruote hanno messo la cintura di castità, di ferro, gialla.

Dog shit, ovvero cacca di cane

Ok, se siete sempre in tacco 12 la situazione peggiora; ma anche a costo di indossare le più malridotte delle ginniche, camminare  in Via Mannelli, zona Campo di Marte per intendersi, senza avere l’ansia di guardare dove mettere i piedi come se il suolo fosse minato è praticamente impossibile.

E proprio mentre siete ancora intenzionati a pomiciare sotto il portone, effluvi nonostante, ecco che il piede fortunato affonda in una di quelle centinaia, migliaia di cacche di cane, lasciate lì, come se potessero germogliare e creare delle bellissime piante, la nuova “caccus cane”. Ma i sacchettini di plastica per raccogliere ciò che è stato erroneamente depositato, nel bel mezzo del marciapiede e soprattutto nel bel mezzo della serata romantica, dove sono?

Hai voluto la bicicletta? Pedala!

Sì, l’abbiamo voluta tutti, e va benissimo così, le macchine meglio lasciarle dove sono e iniziare a muoversi in bici.

Tutti in coda nelle inesistenti piste ciclabili che quando ci sono, come alle Cascine per esempio, sono invase da quegli orridi scooter smarmittanti (che poi fanno finta di spingere il motorino, magari con una gambina fuori come per dire “non ci sono, ma se ci sono, guarda, sto andando piano, e mi spingo addirittura con un piede).

Che valga anche quello come pedalare?

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