23 anni di Stevan Jovetic in 4 momenti da ricordare

Stevan Jovetic compie oggi 23 anni. Storia di un giovanissimo campione che sognava di essere come Shevchenko, e che ha stupito Firenze fin da subito.

Firenze e il suo fuoriclasse: Stevan Jovetic da Podgorica, Montenegro. Una storia colma di momenti intensi, gioie, drammi e prodezze. Cronaca di un legame che appassiona una città da quattro anni, in quattro momenti da ricordare.

Jo-Jo, e l’arrivo a Firenze

3 Giugno 2008. Un diciottenne dall’aria adolescenziale e dal fisico esile si presenta nella sala stampa dell’Artemio Franchi, facendo capire che è cresciuto in fretta. E’ Stevan Jovetic, appena sbarcato a Firenze direttamente da Belgrado, portandosi dietro speranze e aspettative record: come la cifra scucita per un talento ancora tutto da mostrare, 8 milioni di euro.

Faccia pulita, una vaga somiglianza con Brian May e quei riccioloni da band hair-rock che fanno tanto anni ’80. Un mix di curiosità e simpatia accoglie un ragazzo semplice, ma con i numeri del predestinato. Sballottato dalle domande incalzanti, dalle attenzioni spasmodiche di media e tifosi, Jovetic in poco tempo viene adottato e diventa per tutti Jo-Jo; un soprannome perfetto: tra gioco d’infanzia e divertimento puro. Proprio come il suo calcio.

Non parla ancora italiano, ma in pochissimo tempo s’impone parlando la lingua universale del campo: quella di un talento calcistico cristallino. Esordisce nella partita delle partite per Firenze, contro la Juve. Segnerà a Bergamo il suo primo gol e farà intravedere giocate stellari: l’inizio della parabola ascendente.

La Champions, il Liverpool e un Martedì da Leoni

29 Settembre 2009: una serata attesa da tutta Firenze. Al Franchi arriva il Liverpool, per una sfida che in città non si respirava da un decennio. Jo-Jo ha già marchiato a fuoco la stagione, segnando il gol decisivo per il passaggio alla fase finale della Champions. Stavolta non basta: stavolta, esagera. Un 2-0 impresso nella memoria collettiva; forse la più bella partita dell’ultimo decennio, sicuramente la vittoria più prestigiosa. La firma? Neanche a dirlo, storica doppietta di Jovetic.

Un 19enne che in mezz’ora abbatte i Reds come un uragano. Due gol, una partita straordinaria e l’impressione che diventa certezza: Firenze ha trovato nel ragazzo coi riccioloni, cresciuto sulle strade polverose e squassate dai conflitti dei Balcani, il suo fuoriclasse che aspettava da tanto, troppo tempo. E’ l’apice.

Quel ”crac” improvviso: 3 agosto 2010

Un afoso e noiosissimo pomeriggio d’estate: la Fiorentina affidata alla faccia da duro di Sinisa Mihajlovic, con tante incognite. L’unica certezza è proprio Jovetic. Durante un banalissimo allenamento, un movimento innaturale e improvviso: un lampo di dolore a ciel sereno. Jovetic a terra, non si rialzerà per molto, gettando un’atmosfera angosciante su tutta l’annata della Viola. Il responso è tremendo: rottura del crociato e del collaterale esterno del ginocchio.

Roba che 15 anni fa avrebbe compromesso la carriera di qualunque calciatore. Firenze incredula, soffre e spera. Per Jo-Jo inizia un calvario di operazioni plurime in Germania, tempi di recupero dilatatissimi ed indecifrabili, tanto silenzio e tantissima fatica per tornare, un giorno, ad incantare di nuovo il Franchi e il suo pubblico. E’ un passaggio drammatico, che stringerà ancor di più il legame tra il giovane montenegrino e la città.

Finalmente Jo-Jo: il ritorno e la doppietta al Parma

Un altro 29 settembre da incorniciare. E’ il 2011, la Fiorentina di Mihajlovic gioca male: una squadra grigia e piatta come un marciapiede. Ma ha ritrovato Jovetic dopo un intero anno di cure e dolore. Stevan non si fa attendere troppo, arriva il Parma a Firenze e ci pensa lui a riprendere dove aveva interrotto: segna. Per due volte. E sotto la Fiesole.

E’ il ritorno in grande stile, due gol che fanno ricordare alla città che il fuoriclasse dei Balcani è tornato, con la fascia al braccio, per stupire nuovamente. Il ragazzo non ha più le spalle strette. E’ la resurrezione, in una delle più brutte stagioni di cui si abbia memoria.

Fino ad oggi. Anzi, a ieri: una vittoria dopo 30 anni a Genova, regalo di compleanno in una sorprendente annata che è partita anche sotto la stella di Stevan da Podgorica. Storia di un ragazzo umile che alza le braccia al cielo: strabiliando Firenze.

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