Yves Saint Laurent, un mito che non muore

Quattro anni fa  il mondo ha dato il suo ultimo saluto ad uno dei più apprezzati ed insigni couturiers del ventesimo secolo. Un inchino per Monsieur Yves Saint Laurent.

Grandi occhiali squadrati, una timidezza malcelata da un sorriso capace di conferire ai lineamenti del viso un “non so che” di sempiterna giovinezza. Anche negli ultimi anni di vita dello stilista, fino al drammatico, ma allo stesso tempo inevitabile, addio alle passerelle.

Amante dell’arte in tutte le sue forme, ne fu grande collezionista assieme alla sua metà sentimentale e professionale, Pierre Bergé: tanto da raccogliere, nel corso degli anni, ben 733 pezzi venduti poi all’asta da Christie’s nel 2009.

Una vita che percorre la maggior parte del 1900, segnando tappe essenziali, andando verso un ineludibile prestigio fatto di riconoscimenti e fama che consacra l’inarrivabile destrezza di Yves. Una mano capace di dare forma all’eleganza, la più raffinata e ricercata, sebbene sempre attuale e pragmatica, aperta alle suggestioni più remote.

Un esempio su tutti: lo smoking, una creazione del couturier che risale al 1966. E ancora il nude-look, la sahariana e gli abiti dedicati al mondo dell’arte; tutti ispirati da meravigliose muse, Loulou de la Falaise in testa.

Turbato e ferito nel profondo dalla malattia, si spegne il 1° giugno del 2008 a Parigi. Oggi a Marrakech è il Giardino Majorelle, un angolo di paradiso blu intenso al quale lo stilista aveva ridonato splendore, a custodire ed avvolgere ciò che rimane in terra del grandioso Yves Saint Laurent.

Noi lo commemoriamo così, con una gallery tutta in suo onore.

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