Il Jeans torna alle origini?

Il denim jeans nacque nel 1873 per invenzione di Levi Strauss e Jacob Davis. Diventa indumento da lavoro grazie al tessuto forte, pesante e resistente ideale per i ricercatori d’oro.

Negli anni ’50 i jeans entrano nelle case dei giovani insieme con gli idoli del cinema e del rock’n’roll, da James Dean a Elvis Presley.

Da allora diventa il simbolo dei giovani, della trasgressività e fa da protagonista nelle manifestazioni sessantottine diventando il pantalone più portato in assoluto.

Quello che un tempo era l’indumento necessario per i lavoratori è ormai una moda incontrastata, realizzata in un vasto catalogo di sfumature.

Con un problema, non da poco, proprio per chi lavora con questo tessuto.

L’associazione “Clean Clothes Campain” ha denunciato la famosa pratica di sabbiatura che viene utilizzata per conferire al jeans l’effetto scolorito e consumato, il denim stinto e finto usato, che ha spadroneggiato i nostri guardaroba negli ultimi anni.

La tecnica, secondo la “Clean Clothes Campain”, sarebbe nociva per la salute dei lavoratori che respirano polvere di silicio durante il processo, correndo il rischio di contrarre la silicosi (che può provocare fibrosi polmonare progressiva).

Molti marchi hanno già aderito alla campagna per il ritorno al Blue Jeans: Gucci, Levi-Strauss, Burberry, MangoReplay e H&M.

Versace invece non vuole rinunciare all’effetto scolorito, ma ha dichiarato che s’impegnerà a cercare nuove tecniche di lavorazione più sicuri per i dipendenti.

Aspettando di vedere come va la questione, per questo autunno-inverno, io voto la tela uniforme color blu.

Come citava lo slogan del famoso hot pant di jeans Fiorucci indossato da Donna Jordan nel 1973, “Chi mi ama mi segua” o meglio, “Chi ama il blue jeans lo segua”.

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