Gareth Pugh, tra avanguardia e collaborazioni pop

Qual è il fil rouge che lega una vodka, delle scarpe e una linea di make-up? La mente creativa ed avvenieristica di Gareth Pugh, trentenne designer britannico.

Uno stilista “sperimentale”, così lo definiscono in molti. Mai definizione fu così azzeccata. Pugh fa degli esperimenti la ragion d’essere della sua arte. Ma attenzione, non si tratta di esperimenti mossi dal caso, bensì da un preciso know how che il designer spinge con maestria esattamente nella direzione da lui prestabilita. Tre sono i marchi per i quali il giovane Pugh ha creato pezzi d’eccezione.

 

Per Absolut Vodka ha dato alla luce una bottiglia super glam in edizione limitata. Solo 72 pezzi venduti durante le settimane della moda. Il concept nasce da una delle creazioni più emblematiche dello stilista: lo Stealth Bomber, apparso per la prima volta nella collezione primavera-estate del 2007.

Presentata alla Fashion Week di Rio la capsule collection in collaborazione con Melissa, brand noto per avere fatto della plastica il materiale prediletto per le proprie “creature”. Aileron è il nome scelto per il modello le cui linee prendono ispirazione dalle ventole dell’aria condizionata. Bicromie e fantasie star&stripes per le ballerine open toe.
http://www.youtube.com/watch?v=dutgbW-UD-w

Make-up glamour quanto gotico per il sodalizio con Mac. Must have per chi non vuole rinunciare ad un total look firmato Pugh giocando con luci ed ombre. Toni dark pensati per essere unisex. Lipstick, pigmenti, false eyelashes e smalti di cui il designer va particolarmente fiero.

 

 

«Se sei un fashion designer, fai i tuoi show e non vendi, diventa un po’ troppo una questione di vanità. Sapete bene come sono fatto ma un punto di vista delle cose più maturo mi impone di tradurre il mio estro in prodotti più vendibili».
Solo questo dunque dietro la scelta di collaborare con marchi pop? No, non solo. Alla base pare esserci uno spasmodico tentativo di rinnovarsi, di muoversi all’interno di nuovi spazi creativi giocando con la materia e con il colore. Che si tratti lattex e vinile, vetro, plastica o texture impalpabili poco importa. Ciò che importa è rigenerarsi.

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